22 novembre 2019
Aggiornato 04:30
Crisi in Friuli

Venerdì 27 la Carnia si ferma: c’è lo sciopero per CoopCa

I sindacati invitato la popolazione a partecipare in massa per fare sentire la vicinanza del territorio a soci e a dipendenti della Cooperativa Carnica. L’appuntamento è davanti al magazzino di Amaro

UDINE - Ci saranno i rappresentanti del Comitato Soci. Ci saranno le organizzazioni sindacali e i politici. Ci saranno i dipendenti e i fornitori. Ci saranno soprattutto loro, i risparmiatori, che hanno dato fiducia al sistema cooperativo e oggi stanno rischiando di restare con un pugno di mosche in mano. L’appuntamento è fissato per la mattinata del 27 marzo, ad Amaro, per lo sciopero della Coopca, la Cooperativa Carnica che spera di potersi salvare dal fallimento. Ci si attende molta partecipazione, dalle 10 alle 12, davanti al magazzino di Amaro, per esprimere tutta l’indignazione della montagna (e della Carnia in particolare) e per appellarsi al mondo della cooperazione affinché si faccia carico del salvataggio di Coopca.

L’INVITO DEI SINDACATI - «L’invito – scrivono in una nota unitaria i segretari Alessandro Forabosco (Cgil), Ferdinando Ceschia (Uil) e Franco Colautti (Cisl) – è a partecipare in massa alla manifestazione di venerdì 27, a fianco dei lavoratori, dei soci, delle organizzazioni sindacali e dei sindaci. Quanto più forte sarà la mobilitazione del territorio, infatti, tanto più alte saranno le possibilità di una soluzione positiva alla crisi di Coopca».
L’obiettivo dello sciopero e della manifestazione di Amaro, ribadiscono i sindacati confederali, è quello di chiamare a raccolta tutte le forze politiche e sociali del territorio per «fare sistema e sollecitare risposte tese a garantire la più ampia rioccupazione degli attuali 650 dipendenti, assieme alla tutela del risparmio sociale». Questo, concludono, nella consapevolezza che una realtà con oltre cent’anni di storia come Coopca «resta d’importanza fondamentale per il territorio e non può essere spazzata via solo per effetto di scelte manageriali sbagliate e inadeguate».

LA SITUAZIONE – A qualche giorno di distanza dalla presentazione in Tribunale del piano di salvataggio, intanto, si cominciano a conoscere i contenuti del documento. Per ora, sui 40 punti vendita CoopCa di Friuli e Veneto, esiste una richiesta di acquisto per sette negozi, quelli di Tarvisio, Tolmezzo mercato, Rivignano, Codroipo e Spilimbergo in Friuli, Limena e Marcon in Veneto. C’è poi l’interesse, da parte di Legacoop, a formalizzare un’offerta per altri tredici punti vendita. E proprio in questa direzione si inserisce la proroga, decisa dal Tribunale di Udine, per presentare integrazioni al Piano fino all’8 aprile. Ciò che è certo, in questo fase, è l’entità del ‘buco’ di CoopCa, pari a 83 milioni di euro. La vendita «spezzatino» dei punti vendita potrà ripianare in parte questo debito, ma non è ancora chiaro fino a che punto. Così come resta l’incertezza sulla percentuale con cui i risparmiatori potranno tornare in possesso dei propri risparmi (complessivamente 26,5 milioni più 8 milioni di azioni). Incertezza che crea grande apprensione (e rabbia) in tutto l'Alto Friuli.