17 luglio 2019
Aggiornato 05:00
1945-2015

D Day: la storia dell’Italia in guerra raccontata da Cerno

Parte venerdì 27 marzo il ciclo di 4 puntate in onda su RaiTre in prima serata. Si comincia con Hitler e Mussolini. In studio, insieme al direttore del Messaggero Veneto, ospite fisso sarà Paolo Mieli

UDINE – Sarà Tommaso Cerno, direttore del Messaggero Veneto e firma del settimanale L’Espresso, ad accompagnare gli italiani verso il 70esimo anniversario della Liberazione del Paese dalle forze nazi-fasciste. Lo farà presentando una trasmissione in prima serata, ‘D Day- Giorni decisivi’, in onda su RaiTre a partire da venerdì 27 marzo (dalle 21.05). Un viaggio a ritroso nella storia per raccontare ciò che ancora non è stato detto e dare una nuova visione dell’Italia tra il 1945 e il 2015. Retroscena, spunti di riflessione, aneddoti e segreti su uno dei periodi più bui della storia d’Italia, tra dittatura, occupazione straniera e guerra di liberazione. Ma anche ragionamenti sulla nascita dei valori fondanti della democrazia e della Carta costituzionale.

QUATTRO PUNTATE – La cavalcata verso il 25 aprile vedrà protagonista Cerno in studio, dove, come ospite fisso, ci sarà Paolo Mieli. Inviato sui luoghi della storia, invece, Fabio Toncelli. La prima puntata sarà dedicata ai due dittatori Hitler e Mussolini, con un dettagliato resoconto degli ultimi giorni di vita dei due capi di nazismo e fascismo. Nella seconda puntata, spazio ai momenti salienti della storia del secondo conflitto mondiale, con particolare riferimento all’estate 1943, quando Mussolini fu sfiduciato dal Gran Consiglio del Fascismo e imprigionato sul Gran Sasso, prima di essere liberato dai nazisti. Nella terza puntata ci si focalizzerà sull’eroismo italiano e sul mito degli ‘italiani brava gente’, con le difficoltà incontrate dal popolo in seguito all’armistizio del settembre 1943, che di fatto creò le condizioni per la guerra civile. L’ultima puntata sarà dedicata alle armi segrete utilizzate durante il periodo bellico, sia dal punto di vista militare che diplomatico.