18 novembre 2019
Aggiornato 10:30
Crisi del sistema cooperativo

Più di 400 persone per la manifestazione pro CoopCa

Tra un discorso e l’altro di politici e sindacalisti, è emersa con forza l’apprensione di dipendenti e risparmiatori. Ribadito l’appello al popolo friulano di continuare a fare la spesa nei punti vendita della Cooperativa Carnica

AMARO - Dipendenti, soci prestatori, semplici cittadini e rappresentanti delle istituzioni locali. Più di 400 persone hanno preso parte alla mobilitazione organizzata davanti alla sede CoopCa di Amaro, aderendo quindi allo sciopero dei lavoratori proclamato dalle organizzazioni sindacali per richiamare l’attenzione sulla crisi che ha colpito la Cooperativa Carnica.

LA PARTECIPAZIONE – Tanti i volti noti arrivati ad Amaro per dimostrare sostegno ai dipendenti e ai risparmiatori di Coopca, travolti dal crac della società e gettati in un turbine di incertezza ormai da mesi. Molti i politici presenti: i sindaci della montagna con le fasce tricolore, consiglieri ed ex consiglieri di Provincia e Regione, tanti cittadini. Da tutti è stata ribadita la necessità di giungere quanto prima a una risoluzione di una vicenda che sta tenendo in ansia più di 600 dipendenti e oltre 3 mila risparmiatori. Tra e discorso e l’altro, è apparso evidente lo sconforto delle maestranze della CoopCa, che hanno esposto uno striscione con la scritta 'Traditi!! Vogliamo il nostro lavoro'. Ecco perché da Amaro si è levato un appello rivolto al popolo friulano: continuare a fare la spesa nei negozi Coopca, dimostrando così la valenza sociale, oltre che economica, che ogni punto vendita ha per il territorio che lo ospita. 

I SINDACATI – Franco Colautti, referente della Cisl Alto Friuli, ha riassunto bene lo spirito della manifestazione: «Siamo qui oggi in quanto il possibile venir meno dell’idealità che ha permesso la nascita della CoopCa, non è una questione solo dei lavoratori e delle lavoratrici (oltre il 60% del totale dei dipendenti), dei soci prestatori, dei piccoli fornitori locali, ma un fatto che coinvolge tutti i cittadini, lavoratori, pensionati, giovani. La Cooperativa – ha aggiunto –  è stata, per queste terre, un’occasione di sviluppo e riscatto sociale: CoopCa e’ diventata patrimonio dell’intera comunità. Una storia che all’orizzonte vede ora delinearsi una fine ingloriosa a causa di inadeguate e avventate scelte manageriali e gestionali, che ne hanno snaturato i valori fondanti. Fine che metterà ulteriormente in difficoltà un territorio già segnato da un pesante spopolamento, teatro di tagli e razionalizzazioni di servizi quali scuole, poste, tribunale, presidi di pubblica sicurezza, trasporti».

SERVE L’IMPEGNO DI TUTTI – Riconoscendo l’impegno della Regione Fvg nella vertenza Coopca («anche se al momento non appare ancora sufficiente a scongiurare pesanti conseguenze sul suo futuro»), Colautti ha precisato: «Come Cgil, Cisl e Uil, fin dall’inizio, abbiamo sostenuto e condiviso un piano di interventi che avesse l’obiettivo di dare continuità alla cooperativa, perché questo, oltre a garantire la massima occupazione possibile, il credito dei fornitori, il prestito sociale, è e rimane, secondo noi fondamentale per conservare il valore sociale rappresentato dal fare cooperazione». Colautti ha chiuso il suo intervento appellandosi al sistema delle cooperative: «Chiediamo e sollecitiamo, con forza, l’intero mondo cooperativo, che ci appare lontano e silenzioso a parte qualche timido impegno da parte di Legacoop, a fare la sua parte non guardando unicamente agli aspetti economici, ma assumendosi la responsabilità di essere coerenti con i valori di solidarietà, responsabilità sociale e altruismo che le ispirano».