27 ottobre 2020
Aggiornato 13:00
Enti locali Fvg

Revelant: «Un’unica Uti per l’area del Gemonese». E Fedriga boccia la riforma

Il consigliere di Autonomia Responsabile ritiene che l’area pedemontana non possa stare assieme a Valcanale-Canal del Ferro. Per l’esponente del Carroccio è in atto un tentativo per svilire le identità locali da parte della giunta Serracchiani

GEMONA - Continua il dibattito attorno alla riforma degli enti locali. Nonostante le lamentele trasversali dei sindaci (alcuni dei quali pronti a fare ricorso davanti al Tar contro la nuova legge), i dubbi dei politici e lo scetticismo dei cittadini, la giunta Serracchiani va avanti per la propria strada, convinta della bontà della riforma. Gli ultimi interventi che si registrano sono quelli di Roberto Revelant, consigliere regionale di Autonomia Responsabile, che auspica la nascita di un’Unione territoriale intercomunale (Uti) unica per il Gemonese, e del capogruppo alla Camera della Lega Nord Massimiliano Fedriga, che boccia su tutta la linea la legge Panontin.

LA POSIZIONE DI REVELANT - Il consigliere di Ar denuncia l'inadeguatezza della riforma e l'assenza di una puntuale sulle ricadute economiche della stessa, che potrebbe portare invece a maggiori costi per la collettività. «Con la proposta della giunta Serracchiani - spiega - l'area del Gemonese risulta ancora una volta penalizzata, perché inserita in una Unione Territoriale che arriva fino al Tarvisiano, lontana dall'essere coerente con i principi dell'articolo 4 della legge 26 di riferimento, secondo la quale devono essere  rispettati i requisiti di omogeneità, complementarietà e integrazione delle caratteristiche geografiche, demografiche, di mobilità, ambientali, economiche, sociali, culturali e infrastrutturali, compatibilità con il territorio delle Aziende per l'assistenza sanitaria, oltre a precedenti forme associative o convenzioni. Ed è proprio per l'assenza di questi criteri - continua Revelant - che il Gemonese e la Valcanale-Canal del Ferro devono necessariamente essere due realtà ben distinte, soprattutto per una diversa programmazione di sviluppo sia di servizi che socio-economica. La Regione deve prendere atto di questa diversità e deve da una parte dare dignità alla montagna orientale e dall'altra riconoscere formalmente il Gemonese». Da qui la proposta di dar vita a un’Uti del Gemonese che comprenda i comuni di Artegna, Bordano, Buja, Gemona, Magnano in Riviera, Montenars, Osoppo, Trasaghis, Venzone.

LE PERPLESSITÀ DELLA LEGA - «Le Uti – afferma il capogruppo alla Camera Massimiliano Fedriga - rappresentano la cartina di tornasole dell’assoluto disprezzo del Partito Democratico, che di democratico ha ben poco, nei confronti della volontà popolare e delle diversità che caratterizzano il nostro splendido territorio. Esistono molteplici ragioni per affermare – insiste il parlamentare - che la riforma degli enti locali firmata Serracchiani altro non sia che un imbarazzante tentativo di azzerare le singole identità in nome di una sostanziale riproposizione di quelle Province che la stessa presidente della Regione vuole abolire, ma con due aggravanti: lo svuotamento di competenze a danno dei Municipi e il numero, che salirà da 4 a 17».
Fedriga conclude criticando le modalità di aggregazione dei Comuni: «Clamoroso – continua il deputato - che le realtà con una popolazione inferiore ai 5 mila abitanti non possano nemmeno opporsi all’accorpamento e che chi, tra i Comuni con un numero di residenti sufficiente, avrà il coraggio di farlo, si vedrà tagliare d’ufficio il 30% delle risorse».