23 maggio 2019
Aggiornato 07:30
Al Visionario dal primo aprile

Mondovisioni: tornano a Udine i documentari di «Internazionale»

Cec e vicino/lontano quest’anno insieme con un ciclo di otto documentari per conoscere e capire meglio questioni che investono l'attualità, la politica, i diritti umani e il mondo dei media

UDINE – Come ogni anno, dopo l’anteprima al festival di Internazionale a Ferrara, fa tappa anche a Udine il tour italiano di «Mondovisioni», la rassegna di 8 documentari selezionati da Cineagenzia per "Internazionale" dai migliori festival di tutto il mondo. Otto storie diverse, per entrare nel vivo di questioni fortemente legate all'attualità, alla politica, ai diritti umani e al mondo dei media.

Il ciclo di proiezioni viene presentato dal CEC quest’anno insieme a vicino/lontano, da mercoledì primo aprile fino a mercoledì 6 maggio, al Cinema Visionario, quasi  a scandire il conto alla rovescia verso l’11^ edizione del festival vicino/lontano, in programma dal 7 al 10 maggio a Udine con la consegna del premio Terzani 2015. L’attenzione alle storie piccole e grandi del mondo, alle questioni del nostro tempo nelle quali si riverbera la storia - con la "esse" maiuscola - è del resto parte integrante del Dna di vicino/lontano che farà dell’ultima proiezione del ciclo uno degli eventi di apertura del programma 2015.

«Mondovisioni» partirà mercoledì 1° aprile, al Visionario (ore 20) con «Point and shoot» di  Marshall Curry (Stati Uniti, 2014), la storia di un inarrestabile filmmaker, Matt VanDyke, partito per l'Africa settentrionale in cerca di se stesso e rimasto intrappolato, fucile e telecamera in mano, nelle maglie della rivoluzione libica. Un documentario di viaggio, un reportage politico ma anche la cronaca di un rito di passaggio.

Mercoledì 8 il pubblico potrà conoscere la vicenda, raccontata in «Documented», del giornalista premio Pulitzer Jose Antonio Vargas, che nel 2011 si è autodenunciato come immigrato illegale e, in «Days of hope» della danese  Ditte Haarløv Johnsen, seguirà tre dei tanti viaggi della speranza che si celano dietro le statistiche sull’immigrazione e i titoli sulle tragedie nei mari d’Europa.

«Concerning violence» di Göran Hugo Olsson e «Hope on the line» di Alexandre Papanicolaou e Emilie Yannoukou, in calendario mercoledì 15 aprile, porteranno il pubblico fra le rivolte che hanno portato alla decolonizzazione del continente africano e alla scoperta di Syriza e di Alexis Tsipras, oggi primo ministro del governo greco.

Mercoledì 22 aprile riflettori su «#Chicagogirl – The social network takes on a dictator» di Joe Piscatella, la straordinaria storia di una teenager americana figlia di esuli siriani, che dalla sua stanzetta alla periferia di Chicago coordina attraverso la rete la rivolta in Siria e denuncia al mondo atrocità e violazioni dei diritti umani commesse in nome di Bashar al-Assad. «Marmato» di Mark Grieco aprirà invece una finestra sulla Colombia al centro della rinnovata corsa globale all’oro.

Mercoledì 6 maggio, chiuderà la rassegna, aprendo la sezione VL/Digital del festival vicino/lontano, «The Internet’s own boy: the story of Aaron Swartz» di Brian Knappenberger, la storia di un ragazzo prodigio che ha contribuito a creare alcuni dei tasselli fondamentali di Internet così come lo conosciamo. Rifiutando una carriera dorata nella Silicon Valley per difendere il libero accesso alla conoscenza, è rimasto imbrigliato in un incubo legale durato 2 anni e conclusosi con il suicidio a soli 26 anni. Una vicenda che è un monito a non sottovalutare il rapporto tra tecnologia e diritti civili.

Info www.visionario.info/     www.vicinolontano.it