A rischio la sicurezza

L’Expo toglie i poliziotti dai confini del Fvg

La denuncia del Suap, il Sindacato Autonomo di Polizia che lamenta lo spostamento di 16 agenti (sui 58 totali) dal capoluogo della Valcanale a Milano per l’Esposizione universale. «Si sguarniscono i confini regionali rendendoli un colabrodo nonostante l’alto rischio attentati», affermano. Ma il Questore getta acqua sul fuoco.

Pattuglie miste all'ex valico di Coccau (© )

UDINE - Garantire la sicurezza per l’Expo indebolirà i confini del Friuli Venezia Giulia. La denuncia arriva dal Suap, il Sindacato Autonomo di Polizia, che annuncia una riduzione di 16 unità nell'organico della Polizia di frontiera di Tarvisio dirottate, dai prossimi mesi, a Milano per l’esposizione universale. «Si sguarniscono i confini regionali rendendoli un colabrodo - affermano i rappresentanti del Suap - proprio in occasione di un evento così importante che favorisce sicuramente anche le ‘attenzioni’ di gruppi terroristici».

EX VALICO SGUARNITO - L’allarme del Suap sta creando un certo malumore nel Tarvisiano, dove l’emergenza immigrazione è sentita in maniera piuttosto marcata. Ogni giorno gli ex confini con l’Austria sono attraversati da decine di persone, molti anche minori, che giungono in Italia chiedendo asilo politico. Flussi continui che hanno spinto molti a definire Tarvisio come la ‘Lampedusa del Nord’, anche per la scelta (poi venuta meno) di realizzare un Cara, un Centro di accoglienza nell’ex caserma Lamarmora. I clandestini continuano ad arrivare e Regione e Prefettura stanno valutando se istituire un Centro di prima accoglienza a Coccau o a Fusine, in modo da consentire il riconoscimento dei migranti prima di smistarli sul territorio regionale, mettendo in atto quell’accoglienza diffusa  voluta dalla giunta Serracchiani. In questo contesto la Questura di Udine ha deciso di  formare pattuglie miste italo-austriache per controllare i confini. Ma il progetto transfrontaliero di sicurezza del territorio potrebbe essere a rischio.

LA PREOCCUPAZIONE DEL SUAP - Il Sindacato pone l’accento sulla carenza di personale per la Polizia di Stato, attualmente quantificata in 18 mila uomini a livello nazionale. Una situazione già critica quindi, a cui si aggiunge la scelta di dirottare a Milano una parte degli agenti in servizio in Friuli. «Oggi - chiariscono dal Suap - si attinge dalla Polizia di Frontiera Terrestre del Friuli Venezia Giulia per rinforzare i presidi di polizia della città di Milano, e in particolare da Tarvisio, Gorizia e Trieste. Peraltro tale scelta arriva il giorno stesso in cui vengono annunciate alla stampa ‘pattuglie miste’ italo - austriache a Tarvisio, che ha un organico di complessive 58 unità (48 agenti/assistenti, 4 sovrintendenti, 4 ispettori e due funzionari) per fronteggiare l’allarme profughi. Conseguentemente a Tarvisio - aggiungono - non riusciranno più a garantire il servizio sulle 24 ore. Oltre a creare notevole disagio alle famiglie dei poliziotti, avremo quale risultato che la sicurezza sarà forse rafforzata all’Expo, a discapito però di quella del nostro territorio».

IL QUESTORE TRANQUILLIZZA - Il Questore di Udine Claudio Cracovia getta acqua sul fuoco, garantendo che il progetto di pattuglie miste andrà avanti  e che l’Expo non comporterà alcun effetto sull’iniziativa transfrontaliera. Ma il problema resta, visto che il personale in divisa è poco e che la richiesta di sicurezza è sempre maggiore. Soprattutto in un territorio come Tarvisio, da decenni luogo privilegiato per il passaggio di clandestini. «Non possiamo né dobbiamo aspettare che succedano fatti eclatanti, la sicurezza dei cittadini và tutelata», concludono gli esponenti del Suap.