Una cinquantina i Comuni dissidenti

Panontin: «La riforma va avanti nonostante il ricorso»

L’assessore regionale ostenta sicurezza e bolla come «politica» la ribellione contro la legge che istituisce le Uti. «Non ci fermeremo», assicura, in attesa di ricevere dai sindaci le proposte sulle nuove delimitazioni delle Uti

L'assessore Panontin non è preoccupato dal ricorso dei sindaci (© )

UDINE - «La riforma non si ferma. Francamente non vedo l’utilità del ricorso». Paolo Panontin, l'assessore regionale che ha dato i natali alla nuova legge di riordino degli Enti locali, pare non essere troppo impensierito dal malcontento di quei Comuni pronti a portare la riforma (e la delimitazione territoriale delle 17 Uti in particolare) davanti al Tar. Per ora sono una cinquantina le amministrazioni che hanno già deliberato pro ricorso (ne abbiamo parlato qualche settimana fa, clicca qui per leggere l’articolo).              

UN RICORSO POLITICO - «Non sono particolarmente preoccupato - afferma - anche se dietro a ogni ricorso c’è una teorica possibilità, da parte dei ricorrenti, di ottenere qualche soddisfazione. Ammesso e non concesso che ci sia qualche principio della legge che alla fine la Corte dovesse ritenere in violazione di norme costituzionali - chiarisce - correggeremo all’occorrenza. Non vedo il problema». Ostenta sicurezza quindi l’assessore, che bolla come «politico» il ricorso: «Ancora non conosco nel dettaglio il numero dei ricorrenti. Lo saprò a tempo debito. Ovvio che mi dispiace che ci sia stata questa iniziativa, sarei sciocco a dire il contrario. Segnalo però l’assoluta evidenza di come, questa iniziativa, sia di tipo politico, in quanto gli amministratori che faranno ricorso sono tutti di centrodestra. E ciò, seppur perfettamente legittimo, mi lascia qualche dubbio sul tema della leale collaborazione».

LA DEL RIO COME RIFERIMENTO - La tranquillità di Panontin deriva dal fatto che chi ha tentato di opporsi alla Del Rio non ha avuto successo. «Se prendo a riferimento la Del Rio, e quindi la riforma nazionale, sul cui solco ci siamo incamminati - evidenza l’assessore - ci sono stati voluminosi ricorsi da parte delle regioni Lombardia, Veneto, Campania e Puglia. Quei ricorsi sono stati tutti smontati dalla Corte costituzionale con la sentenza 50 del 2015. Segnalo inoltre - continua Panontin - che il presidente uscente della Provincia di Pordenone ha fatto ricorso contro la legge elettorale della riforma: ha vinto in primo grado davanti al Tar, ma poi ha perso in Consiglio di Stato e la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili le questioni. Fin’ora, quindi, non abbiamo commesso degli errori, e pur non escludendo che ci possa essere una prima volta, ciò che è accaduto fin’ora mi dà una certa tranquillità».

MODIFICA ALLE UTI - Per ora, a Panontin, non sono giunte proposte ufficiali sul cambio di appartenenza alle Uti da parte dei Comuni del Fvg: «Ho dato un termine, vedremo alla scadenza di questo termine quali saranno le proposte, fermo restando che quelle non previste dall’attuale testo di legge non saranno accoglibili, pur rappresentando un elemento di riflessione. Ascolteremo il territorio e vedremo se tali segnalazioni meriteranno una revisione delle Uti». Un esempio su tutti, la proposta di unire sotto un’unica Unione di matrice turistica, Grado e Lignano: «Oggi una simile richiesta non sarebbe accoglibile - conclude Panontin -. Se sarà prodotto un documento politico, con quel documento ci siederemo e faremo delle riflessioni».