Scontro politico

Programma immigrazione: la Regione stanzia 2,3 milioni, la Lega va su tutte le furie

Torrenti punta «a favorire l'integrazione e l'inclusione di tutti gli immigrati», ma Fedriga ritiene «scandaloso destinare ulteriori soldi per i clandestini anziché allocarli per cittadini e imprese del Friuli Venezia Giulia»

Fanno discutere le politiche di integrazione messe a punto dalla Regione Fvg (© )

UDINE – Il Programma immigrazione 2015 approvato dalla giunta regionale (e dalla VI Commissione) scatena la bagarre politica. A finire nell’occhio del ciclone è la scelta fatta dall’assessore Gianni Torrenti di destinare 2,3 milioni per le politiche di integrazione. Risorse che per la Lega Nord andavo spese a favore dei cittadini del Fvg.

A COSA SERVONO QUESTI FONDI – I 2,3 milioni di euro saranno utilizzati per mettere in grado gli immigrati di fruire dei servizi, quindi si indirizzeranno principalmente verso corsi di italiano, alfabetizzazione, conoscenza del nostro sistema sociale, economico, occupazionale, scolastico. «Puntiamo a favorire l'integrazione e l'inclusione di tutti gli immigrati - chiarisce l’assessore Torrenti – non solo dei richiedenti asilo, offrendo supporto all'esercizio dei loro diritti in un quadro in cui essi debbono saper sviluppare una crescente consapevolezza dei doveri di cittadinanza che, partendo dall'apprendimento della lingua italiana a tutte le età, deve portare alla conoscenza delle nostre norme». Tra le novità segnalate dall'assessore, vi è anche la scelta  di coinvolgere le persone immigrate in lavori socialmente utili, a beneficio delle comunità che li ospitano.

L’IRA DEL CARROCCIO - «Scandaloso destinare ulteriori soldi per i clandestini anziché allocarli per cittadini e imprese del Friuli Venezia Giulia».  Duro affondo del capogruppo alla Camera e segretario della Lega Nord Fvg, Massimiliano Fedriga. «Una scelta profondamente sbagliata e immorale - spiega il deputato - in quanto da un lato penalizza gravemente chi vive regolarmente sul nostro territorio e avrebbe disperato bisogno di una mano da parte delle istituzioni, e dall'altro fa passare il messaggio, nemmeno troppo velato, che con la sinistra il nostro Paese e anche il Friuli Venezia Giulia possano essere facili territori di conquista per le organizzazioni criminali che si arricchiscono con l'immigrazione irregolare». Per Fedriga il provvedimento della giunta Serracchiani rappresenta «un vero e proprio pugno in faccia alle imprese che chiudono e ai cittadini senza lavoro, costantemente ignorati da un Partito Democratico che ha palesemente più a cuore le sorti dei clandestini e delle realtà associative e cooperative che grazie a essi si riempiono le tasche di soldi pubblici».