Stand aperti fino al 19 aprile

Il Friuli ben rappresentato al Salone del Mobile di Milano

Parlano due degli imprenditori giunti nel capoluogo lombardo: Gervasoni, amministratore delegato di una delle 10 aziende in Italia ad aver preso parte a tutte le edizioni della Fiera, e Tonon, che pone l’accento sulla necessità di innovarsi per restare competitivi

Lo stand dell'azienda Tonon al Salone del Mobile (© )

UDINE – Ha preso il via l’edizione 2015 del Salone del Mobile, punto di riferimento a livello mondiale per il settore casa-arredo. Come di consueto, massiccia la presenza di imprese friulane, protagoniste, con le novità di prodotto, degli spazi allestiti nella Fiera di Rho. Il Diario di Udine ha intervistato due di questi imprenditori (la spedizione friulana conta un centinaio di aziende) per capire come stanno vivendo questa loro trasferta al Salone di Milano.

Gervasoni, presente al Salone dal 1961
A parlare è Michele Gervasoni, amministratore delegato della Gervasoni Spa di Pavia di Udine. «Partecipiamo al Salone dal 1961, e siamo una delle dieci aziende italiane ad aver fatto tutte le edizioni di questa Fiera. Un evento molto importante per un imprenditore che opera nel settore dell’arredamento – evidenzia Gervasoni -. Sono convinto che chi lavora in questo ambito debba partecipare. Ci sono, è vero, altre fiere dell’arredamento e del mobile come Colonia o Parigi, ma non hanno la visibilità e l’internazionalità del Salone di Milano. Qui si trova il top delle aziende italiane». Michele Gervasoni prova, quindi, a sintetizzare il vantaggio competitivo che deriva dalla presenza al Salone: «Il vantaggio più grande – precisa l’ad dell’azienda di Pavia di Udine –  è riuscire a farsi vedere e conoscere dal mondo, perché la Fiera di Milano è visitata da persone di tutti i Paesi. Rappresenta una vetrina eccezionale».

Tonon e il concetto di innovazione
Matteo Tonon, oltre a essere vicepresidente dell’omonima azienda, la Tonon&C spa di Manzano, è anche presidente di Confindustria Udine. «Partecipiamo a questa Fiera da quarant’anni – ricorda Tonon l’imprenditore – in quanto la consideriamo l’evento di riferimento per il settore in cui operiamo, e non solo a livello europeo ma mondiale. Qui i diversi interlocutori e buyers incontrano quelle aziende che sanno rinnovarsi e fare proprio quel grandissimo valore aggiunto rappresentato dal ‘made in Italy’. Un valore – aggiunge – che oggi crea opportunità sul mercato americano, grazie anche al valore di conversione euro/dollaro, ma anche su quello asiatico, sia per il settore residenziale che per il contract».
Tonon è convinto che, negli ultimi anni, le aziende italiane abbiano saputo lavorare molto «rinnovando la propria capacità di produrre e innovandosi sia in termini di prodotto che di stile», creando così quel valore aggiunto fondamentale per restare competitive sui mercati internazionali.