Emergenza immigrazione

Una decina di migranti bivacca nel parco Moretti

Da qualche giorno l’area verde della città ospita un gruppo di pakistani e di afgani. Udine è al collasso in termini di accoglienza, ma sono previsti nuovi arrivi. Lunedì vertice con il viceministro Bubbico. E se l'assessore Torrenti rassicura, il leghista Fegriga chiede le dimissioni di Serracchiani

I migranti che bivaccano al parco Moretti (© )

UDINE – Se ne stanno seduti in mezzo al prato. Chiacchierano, scherzano, si guardano attorno un po’ spaesati. Sono i migranti che da qualche giorno bivaccano nel parco Moretti di Udine, a due passi dalla Questura. Trascorrono lì gran parte del pomeriggio e della notte, ora che le temperature sono più miti, non avendo altro posto dove andare. In città i posti per l’accoglienza sono finiti, con più di 170 richiedenti asilo già sistemati. Ma dal confine colabrodo di Tarvisio gli arrivi di migranti sono continui e poiché questi disperati (molti di loro fuggono da guerre e persecuzioni) devono passare per Udine per formalizzare la richiesta di asilo, la città continua a ospitare persone, in gran parte pakistani e afgani, senza sapere dove sistemarli. Ecco quindi che si fermano un po’ dove capita: in stazione, sotto la Loggia del Lionello, al parco Moretti.

La gente «guarda e passa»
Alle 8 del mattino, nel parco cittadino, si contano una decina di migranti. Un paio sono vicino all’entrata con alcune coperte in mano. Altri sono ancora seduti sull’erba. Gli udinesi che passano gettano un’occhiata: c’è chi fa finta di nulla, chi scuote la testa, chi abbassa lo sguardo. Qualcuno si avvicina e tenta di scambiare due parole, ma questi ragazzi non parlano né l’inglese né il tedesco. Nel parco c’è anche una troupe di La7, che intervista i passanti. I giochi sono deserti: dal tardo pomeriggio, quando i migranti tornano a occupare il parco, di bambini non se ne vedono. Molte mamme non si fidano a portare i loro figli al Moretti.

Il punto della situazione sarà fatto lunedì
Lunedì arriverà a Udine il viceministro all’Interno Filippo Bubbico. Incontrerà il sindaco Furio Honsell, il prefetto e la Regione. Sarà fatto il punto sull’arrivo incessante di migranti in città, che come già accennato, attualmente dà ospitalità a 170 persone, molte delle quali minorenni. Ad aggravare la situazione è il fatto che il Fvg si trova a fare i conti sia con l’immigrazione via terra attraverso l’ex valico di Coccau (sono questi i profughi che più facilmente bivaccano nel parco o occupano edifici dismessi) sia con quella via mare, con lo Stato che pretende di sistemare in regione i profughi sbarcati nel sud Italia.

Lo scontro politico
L’assessore regionale Gianni Torrenti, pur esprimendo preoccupazione, apre a nuovi arrivi di migranti. «Siamo consapevoli che il territorio del Friuli Venezia Giulia sta già oggi accogliendo un numero di certo significativo di richiedenti asilo – precisa l’assessore – ma riteniamo, accettiamo e comprendiamo, pur con molta preoccupazione, che in questo momento d'emergenza anche la nostra regione sia chiamata ad ospitare un certo numero di nuovi profughi, che giungono da terre martoriate dai conflitti».
Di diverso tenore le dichiarazioni del capogruppo alla Camera e segretario della Lega Nord Fvg Massimiliano Fedriga, che chiede «dimissioni immediate del ministro dell’Interno Alfano e della presidente della Regione Debora Serracchiani». «Il Governo nazionale – attacca il leghista – farebbe bene ad ammettere di aver completamente perso il controllo della situazione e di aver gettato l’intero Paese nel caos, esponendo i cittadini a gravi rischi per la loro incolumità e sperperando miliardi di euro che sarebbero serviti per rilanciare l’economia e aiutare le persone più bisognose. Quello regionale invece - conclude Fedriga – dovrebbe vergognarsi per aver supinamente accettato le decisioni di Roma senza aver minimamente pensato di tutelare il nostro territorio e la nostra gente».