16 agosto 2018
Aggiornato 19:00

Fontanini: «Maggiore autorevolezza e risorse all’Ente Friuli nel Mondo»

Il presidente della Provincia di Udine difende la realtà che tiene i contatti con gli emigrati friulani, chiedendo alla Regione di riconoscerla quale unico ente di rappresentanza
Pietro Fontanini, Presidente della Provincia di Udine
Pietro Fontanini, Presidente della Provincia di Udine ()

UDINE – Dare maggiore autorevolezza all’Ente Friuli nel Mondo, sia in termini economici che di rappresentatività. A chiederlo è il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini, da sempre portabandiera della friulanità. In questa fase in cui si è aperta la bagarre per eleggere il successore dell’attuale presidente dell’Efnm, Pietro Pittaro, Fontanini attacca la Regione e mette in luce le peculiarità di un ente chiamato a tenere vivo il legame con i friulani all’estero, auspicando che diventi l'unico interlocutore con gli emigranti della Piccola Patria.

La difesa di Fontanini
«È il più antico, addirittura il primo nella sua tipologia a essere stato costituito a livello italiano (20 giugno 1953) per mantenere i rapporti con i friulani emigrati in Italia e all’estero – chiarisce il presidente della Provincia di Udine – riunisce 156 Fogolârs per oltre 23 mila soci in tutto il mondo. Basterebbero questi elementi per riconoscere all’Ente Friuli Nel Mondo l’importanza che merita e che gli deve essere assegnata». Invece Fontanini critica l’impostazione data dalla giunta Tondo prima, e dall’esecutivo Serracchiani oggi, di frammentare la rappresentanza dei friulani nel mondo in troppe organizzazioni, causa di una suddivisione sbagliata, a suo dire, delle risorse.

Chi rappresenta i friulani nel mondo
A rappresentare i friulani nel mondo ci sono, oltre all’Efnm, al quale è riconducile la stragrande maggioranza di tutti gli emigrati originari della Patria del Friuli, l’Efasce di Pordenone (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) che è focalizzato sugli emigrati friulani della Destra Tagliamento, l’Eraple (Ente regionale Acli per i problemi dei lavoratori emigrati) e l’Alef (Associazione Lavoratori Emigrati del Friuli Venezia Giulia). «Quattro realtà – puntualizza Fontanini – quando l’Ente Friuli nel Mondo è senza dubbio la più autorevole per il numero dei contatti, le professionalità di alto spessore che vi fanno parte a livello mondiale, l’operatività in continua crescita come rilevato anche dalle continue domande di adesione alla rete e, dato non irrilevante, il fatto che l’Ente rappresenta tutti i friulani emigrati, tutta la friulanità nel mondo».

Il nodo trasferimenti
Per un provvedimento regionale del 2011, l’Efnm e le altre realtà regionali con analoga attività costituiscono il gruppo delle associazioni dei corregionali all’estero riconosciute (oltre alle quattro già citate, vi rientrano anche l’Associazione Giuliani nel Mondo e l’Unione Emigranti Sloveni del Fvg). «Una decisione – evidenzia Fontanini – che ha portato a un non equo accostamento tra le attività svolte e una relativa sproporzione delle risorse assegnate. All’Efnm viene riconosciuto circa il 30% delle risorse previste nel riparto del fondo regionale (che quest’anno ammonta a 900 mila euro); la restante parte viene suddivisa tra le altre realtà. Ma è evidente l’abisso di rappresentatività tra l’Ente e le altre associazioni». Ente che in base a finalità e operatività, per il presidente della Provincia dovrebbe essere collegato alla direzione regionale relazioni internazionali e non, com’è ora, alla direzione cultura.