Si cerca il successore di Pittaro

Fontanini: «Maggiore autorevolezza e risorse all’Ente Friuli nel Mondo»

Il presidente della Provincia di Udine difende la realtà che tiene i contatti con gli emigrati friulani, chiedendo alla Regione di riconoscerla quale unico ente di rappresentanza

Pietro Fontanini, Presidente della Provincia di Udine (© )

UDINE – Dare maggiore autorevolezza all’Ente Friuli nel Mondo, sia in termini economici che di rappresentatività. A chiederlo è il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini, da sempre portabandiera della friulanità. In questa fase in cui si è aperta la bagarre per eleggere il successore dell’attuale presidente dell’Efnm, Pietro Pittaro, Fontanini attacca la Regione e mette in luce le peculiarità di un ente chiamato a tenere vivo il legame con i friulani all’estero, auspicando che diventi l'unico interlocutore con gli emigranti della Piccola Patria.

La difesa di Fontanini
«È il più antico, addirittura il primo nella sua tipologia a essere stato costituito a livello italiano (20 giugno 1953) per mantenere i rapporti con i friulani emigrati in Italia e all’estero – chiarisce il presidente della Provincia di Udine – riunisce 156 Fogolârs per oltre 23 mila soci in tutto il mondo. Basterebbero questi elementi per riconoscere all’Ente Friuli Nel Mondo l’importanza che merita e che gli deve essere assegnata». Invece Fontanini critica l’impostazione data dalla giunta Tondo prima, e dall’esecutivo Serracchiani oggi, di frammentare la rappresentanza dei friulani nel mondo in troppe organizzazioni, causa di una suddivisione sbagliata, a suo dire, delle risorse.

Chi rappresenta i friulani nel mondo
A rappresentare i friulani nel mondo ci sono, oltre all’Efnm, al quale è riconducile la stragrande maggioranza di tutti gli emigrati originari della Patria del Friuli, l’Efasce di Pordenone (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) che è focalizzato sugli emigrati friulani della Destra Tagliamento, l’Eraple (Ente regionale Acli per i problemi dei lavoratori emigrati) e l’Alef (Associazione Lavoratori Emigrati del Friuli Venezia Giulia). «Quattro realtà – puntualizza Fontanini – quando l’Ente Friuli nel Mondo è senza dubbio la più autorevole per il numero dei contatti, le professionalità di alto spessore che vi fanno parte a livello mondiale, l’operatività in continua crescita come rilevato anche dalle continue domande di adesione alla rete e, dato non irrilevante, il fatto che l’Ente rappresenta tutti i friulani emigrati, tutta la friulanità nel mondo».

Il nodo trasferimenti
Per un provvedimento regionale del 2011, l’Efnm e le altre realtà regionali con analoga attività costituiscono il gruppo delle associazioni dei corregionali all’estero riconosciute (oltre alle quattro già citate, vi rientrano anche l’Associazione Giuliani nel Mondo e l’Unione Emigranti Sloveni del Fvg). «Una decisione – evidenzia Fontanini – che ha portato a un non equo accostamento tra le attività svolte e una relativa sproporzione delle risorse assegnate. All’Efnm viene riconosciuto circa il 30% delle risorse previste nel riparto del fondo regionale (che quest’anno ammonta a 900 mila euro); la restante parte viene suddivisa tra le altre realtà. Ma è evidente l’abisso di rappresentatività tra l’Ente e le altre associazioni». Ente che in base a finalità e operatività, per il presidente della Provincia dovrebbe essere collegato alla direzione regionale relazioni internazionali e non, com’è ora, alla direzione cultura.