Emergenza immigrazione

Più Comuni devono dare la disponibilità ad accogliere migranti

L’appello arriva dall’assessore regionale Torrenti durante un vertice convocato a Trieste sul tema immigrazione. Fin’ora solo 34 amministrazioni su 217 hanno dato l’ok. Rispolverata l’ipotesi di grandi centri accoglienza nelle ex caserme del Fvg

Continua l'emergenza profughi in Fvg (© )

UDINE – I Comuni devono fare di più. Fin’ora, infatti, solo 34 su 217 hanno dato la disponibilità a ospitare i richiedenti asilo. Troppo pochi per riuscire a mettere in pratica quell’accoglienza diffusa voluta dalla Regione e per scongiurare la necessità di realizzare un Cara, e cioè un Centro con un grande ammassamento di migranti. La ‘strigliata’ alle amministrazioni comunali è arrivata martedì pomeriggio nel corso di un vertice convocato a Trieste dal commissario di Governo Francesca Adelaide Garufi a cui hanno preso parte rappresentanti di Regione, questure e prefetture del Fvg, il prefetto Mario Morcone, al vertice del dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione del ministero dell’Interno, alcuni sindaci.

L’alternativa all’accoglienza diffusa è la riapertura delle vecchie caserme
L’assessore regionale Gianni Torrenti ha annunciato che chiederà un incontro con l'Associazione dei Comuni Fvg per 'riaccelerare' quel progetto di accoglienza diffusa di profughi. Nel contempo, però, saranno verificati gli spazi demaniali, militari e civili, «comunque in condizioni non disastrate e quindi disponibili in un breve periodo di tempo», per la creazione di «strutture di dimensione comunque limitata, comunque non superiori a una cinquantina di posti» per fronteggiare un'emergenza di profughi, peraltro purtroppo ampiamente prevista anche in considerazione dell'arrivo di mesi più caldi e quindi dell'ovvio presunto arrivo di nuovi richiedenti asilo dalla sponda Sud del Mediterraneo.
«Per evitare che il Governo - ha affermato Torrenti - sia costretto a realizzare grandi strutture di accoglienza sul nostro territorio», è necessaria una risposta ‘maggiore’ da parte dei Comuni di tutte e quattro le aree provinciali della regione, per
una capillarizzazione dell'accoglienza, «con una risposta numerica adeguata alle attuali esigenze che l'intero Paese deve affrontare, di fronte alle immani tragedie che stanno accadendo in tutto il Mediterraneo».

L’appello di Serracchiani
Sul tema immigrazione, si registrano anche le dichiarazioni della governatrice Debora Serracchiani: «L'esigenza di gestire un fenomeno che sarà di lungo periodo come quello dell'immigrazione richiede sicuramente uno sforzo maggiore dell'Unione europea e un maggior coordinamento fra istituzioni ma le Regioni, ordinarie o speciali che siano, possono già mettere autonomamente in campo le proprie competenze – conclude Serracchiani - creando modelli di governo avanzati».