Sono partiti a bordo di sei pullman

Oltre 600 giovani friulani a Torino per vedere la Sindone

Li attendono tre giornate intense, in viaggio sui passi di San Giovanni Bosco, nel bicentenario della sua nascita, che culmineranno con la contemplazione del lenzuolo che ha avvolto il corpo di Gesù nel sepolcro

Il gruppo di giovani friulani partiti alla volta di Torino per ammirare la Sacra Sindone (© )

UDINE – Sono attesi più di 2 milioni di visitatori. Arriveranno da ogni parte del mondo per l’ostensione della Sindone, il lenzuolo che, secondo la tradizione Cristiana, fu quello utilizzato per avvolgere Gesù dopo la crocifissione. Venerdì 24 aprile sono partiti, alla volta di Torino, più di 600 tra ragazzi e catechisti friulani, provenienti da tutta l’Arcidiocesi di Udine. Ci sono volute sei corriere per raccogliere tutti coloro che si erano prenotati per vedere la Sindone. A guidare il pellegrinaggio c’era don Alessio Geretti e cui si aggiungerà, nel fine settimana, l’arvivescono Bruno Mazzocato.

Un viaggio di fede sulle trace di don Bosco
Il pellegrinaggio è stato organizzato dagli uffici diocesani per l'Iniziazione cristiana e la Catechesi e per la Pastorale giovanile. Un viaggio per ripercorrere i passi di carità e santità di don Bosco, nel bicentenario della sua nascita, e che culminerà, appunto, con la contemplazione della Sacra Sindone.
I pellegrini visiteranno, tra l'altro, la basilica di Superga, il museo Egizio e il museo della Sindone, il Piccolo Cottolengo, i luoghi di San Giovanni Bosco a Valdocco.

Arriverà anche l’arcivescovo di Udine
Un'esperienza forte, di tre giorni, che sabato 25 e domenica 26 aprile vedrà anche la partecipazione dell'arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato. «Credo che la forza evocatrice della Sindone possa toccare in profondità l'animo delle persone – afferma l’arcivescovo, chiudendo il suo intervento con un auspicio –. Che il volto di Cristo possa imprimersi nell'anima, nel cuore e nei sentimenti delle persone» che si recano a contemplare il sacro telo. Che quel volto «possa accompagnarci ogni giorno, come ciò di più caro che abbiamo».