Esempio di integrazione

Resiutta celebra il 25 aprile dando la cittadinanza italiana a un camerunense

Il sindaco Nesich ha voluto fare propri i capisaldi della Resistenza, e cioè giustizia sociale, libertà e accoglienza, dando il benvenuto nella sua comunità a Paterson Itoe Mukete e alla sua famiglia

La famiglia camerunense 'adotatta' dalla comunità di Resiutta (© )

RESIUTTA - E’ stato un 25 aprile diverso dal solito quello che coinvolto la comunità di Resiutta. Sempre basato sui valori di giustizia sociale, libertà e accoglienza, capisaldi della Resistenza, ma vissuti in chiave moderna. E così il sindaco della piccola comunità del Canal del Ferro, Francesco Nesich, ha conferito la cittadinanza italiana a un emigrato del Camerun, Paterson Itoe Mukete. «Da oggi è un cittadino italiano - ha affermato Nesich - e qui a Resiutta ha trovato un posto dove sentirsi a casa, dove poter mettere su famiglia e far nascere le sue due splendide bambine».

Un bell’esempio di integrazione
Il sindaco Nesich, definendo questo modo di vivere il 25 aprile «uno splendido esempio di integrazione», ha aggiunto: «Forse ci dimentichiamo troppo facilmente della fortuna di esser nati in Italia, e siamo nati qui non per merito, e ora la fortuna che abbiamo avuto è giusto donarla a chi nella vita è stato meno fortunato. Abbiamo regalato un libro fondamentale che troppe volte dimentichiamo, la Costituzione Italiana, e durante la cerimonia ho voluto leggere un articolo per me fondamentale nella mia vita da uomo e da amministratore, l’articolo 3: ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso , di razza, di lingua , di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese’».

L’accoglienza come modo per dare valore agli ideali della Resistenza
«Trovo giusto, specialmente in questo momento così difficile - mette in evidenza il sindaco Nesich -  portare qualche esempio positivo, troppo spesso leggiamo notizie negative, siamo bombardati da informazioni che vorrebbero instaurare un clima di tensione fra le categorie sociali più in difficoltà. Ma questo - ha aggiunto - non è lo spirito che ci hanno lasciato chi, oramai settanta anni fa, ha lottato e perso la propria giovane vita per rendere il nostro Paese libero dalla tirannia, un Paese che sa dare le risposte in termini di giustizia sociale, di libertà e di accoglienza. Ed è cosi che si rende onore a tutti coloro che hanno aiutato la nostra nazione a diventare un posto migliore: non basta un grazie alle forze Alleate e ai nostri partigiani solamente il 25 aprile - ha concluso - ma bisogna dimostrare ogni giorno della propria vita che il loro sacrificio non è stato inutile».