22 ottobre 2020
Aggiornato 00:00
Si rischia il degrado del territorio

Chiesta una riduzione dell’Imu sui fabbricati e sui terreni agricoli della montagna

L'istanza arriva dal vicepresidente del gruppo regionale di Autonomia Responsabile, Roberto Revelant, che ha depositato una mozione appellandosi alla giunta Serracchiani

UDINE - «La giunta Fvg mostri attenzione nei confronti dell’area montana e parzialmente montana, intervenendo con il governo affinché non venga applicata, o almeno venga ridotta del 50%, l’aliquota Imu sui fabbricati come stavoli o depositi non serviti da viabilità carraia e sulle aree agricole non raggiungibile con mezzi meccanici». A chiedere l’impegno della giunta Fvg su questo tema è il vicepresidente del gruppo Autonomia Responsabile in Consiglio Regionale, Roberto Revelant, che ha depositato una mozione sottoscritta anche dai consiglieri di tutti gli schieramenti di opposizione: Colatti (Ncd), Cargnelutti (Ncd), Ciriani (FdI), Tondo (Ar), Riccardi (Fi), Ziberna (Fi), De Anna (Fi), Sibau (Ar), Santarossa (Ar), Dipiazza (Ar), Zilli (Ln), Piccin (Misto), Bianchi (M5S).

I limiti della legge
«Attualmente - spiega Revelent - le modifiche dello scorso 23 gennaio al decreto interministeriale che rendono esenti dal pagamento dell’imposta sui terreni agricoli, interessa in Fvg 84 Comuni montanti e 21 parzialmente montani. Va sottolineato che, con i nuovi criteri, sono esentati dall’Imu i terreni nei Comuni montani di proprietà (o in affitto) di imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti, con un’esenzione limitata per i Comuni parzialmente montani. In questo modo – continua Revelant – poiché gran parte di fabbricati come stavoli o depositi sono di proprietà ereditate, spesso suddivisi tra più eredi e classificabili come seconde case o depositi/fienili, rappresentano, più che una rendita, un vero e proprio costo  non più sostenibile per le famiglie e di difficile vendita. Oltretutto molte di queste strutture non sono nemmeno raggiungibili con una viabilità ordinaria».

Si rischia un ulteriore spopolamento della montagna
«E’ evidente che l’applicazione dell’Imu in questo contesto - chiarisce Revelant - creerebbe un onere economico ulteriore e ingiustificato su immobili che rappresentano solo dei costi. Se non si interviene si rischia un ulteriore spopolamento della montagna (già in forte crescita dovuto al calo demografico, invecchiamento della popolazione e fenomeno migratorio) e siamo ben consapevoli che l’abbandono da parte dell’uomo di tali fabbricati e aree porta con se un aumento del rischio idrogeologico con un conseguente incremento dei costi di manutenzione delle aree abbandonate».
 
L’appello a Serracchiani
«Anche in chiave turistica, la rivitalizzazione economica dei terreni montani è strategica grazie alla singolarità paesaggistica del nostro territorio, caratterizzato da antichi stavoli, malghe e altri edifici di carattere storico che, se abbandonati, oltre a compromettere la stabilità ambientale, creerebbero gravi perdite economiche legate al turismo. E’ quindi necessario – conclude il vice presidente di Autonomia Responsabile – che la giunta Serracchiani si impegni nei confronti del Governo per eliminare o almeno abbattere l’Imu del 50% anche per queste fattispecie non indicate nel decreto interministeriale».