Lo stop dopo 7 anni

Elettrodotto Würmlach-Somplago: l’Austria affossa il progetto

Il Consiglio di Stato austriaco rigetta il ricordo dei proponenti, l’Alpe Adria Energia Spa, facendo probabilmente calare il sipario su un’opera molto discusso. La Regione scrive al Mise chiedendo lo stop dell’iter

Potrebbe essere chiusa la partita dell'elettrodotto transfrontaliero tra Würmlach e Somplago (© )

TOLMEZZO - Potrebbe essere calata la parola fine sull’elettrodotto Würmlach-Somplago. Dopo il Tribunale amministrativo federale, anche il Consiglio di Stato austriaco (il Bundesverwaltungsgericht) ha negato l’autorizzazione alla realizzazione della marchant line per l’impatto che potrebbe avere sull’ambiente carinziano. E questo nonostante l’opera avesse già ricevuto un primo via libera dal Ministero dell’Ambiente italiano e dall’Unione Europea. Le motivazioni della decisione del Consiglio di Stato sono state rese note in questi giorni, e se da un lato fanno tirare un sospiro di sollievo ad ambientalisti e comitati, dall’altro tormentano i proponenti (l’Alpe Adria Energia Spa), che dal 2008 stanno cercando di realizzare una linea transfrontaliere con l’obiettivo di abbattere del 30% il costo dell’energia.

La Regione Fvg tra gli scettici
La giunta regionale non ha mai sostenuto il progetto di elettrodotto tra Würmlach e Somplago. Non è un caso quindi, che la decisione del Bundesverwaltungsgericht sia stata accolta con favore. «Il provvedimento dell'organo austriaco equivalente al Consiglio di Stato è dirimente e ha un peso importante nella procedura autorizzativa dell'elettrodotto Somplago - Würmlach». A dirlo è stata l'assessore regionale all'Ambiente e all'Energia Sara Vito.
Il progetto attuale prevede la costruzione di una linea di interconnessione a 220 kv, una merchant-line, in parte aerea, in parte interrata (nella zona Zps ‘Alpi Carniche’ verso il confine austriaco). Il ministero dell’Ambiente ha già dato l’ok con il provvedimento di Via, non ritenendo l'opera impattante da un punto di vista ambientale. Ora la palla è nelle mani del ministero dello Sviluppo Economico (Mise). E proprio per completare quest'ultima fase autorizzativa, sarà chiamata in causa anche la Regione Fvg, che dovrà esprimere un parere sull’opera.

Chiesto lo stop dell’iter
«Ho scritto al ministero dello Sviluppo Economico e al ministero dell'Ambiente nonché ai due capi di Gabinetto dei rispettivi ministeri - ha aggiunto Vito - perché continuare con una procedura amministrativa solo italiana sembra vano in quanto l'infrastruttura energetica senza collegamento con l'Austria non risulta essere più funzionale».
Il Mise, a febbraio di quest'anno, aveva riavviato il procedimento volto all'emanazione dell'autorizzazione unica per la parte di elettrodotto ricadente sul territorio italiano.
«Riconvocheremo i sindaci interessati dall'opera con i quali, nel recente incontro a Udine, alla presenza della presidente Serracchiani, ci siamo presi l'impegno di rimanere in costante contatto».