25 agosto 2019
Aggiornato 00:30
XI Edizione

Africa e immigrazione fra i leit motiv del festival vicino/lontano, a Udine dal 7 al 10 maggio

Quest'anno la manifestazione si lascerà pervadere dalle atmosfere e dalle questioni del continente africano, così strettamente implicate al futuro dell’Europa e del mondo

UDINE – Vicino/Lontano 2015, a Udine da giovedì 7 a domenica 10 maggio, affronta i Totem e i Tabù del nostro tempo e dedica uno spazio importante  all’Europa e agli Stati Uniti, alla riflessione sul loro peso nel nuovo scacchiere internazionale in un mondo sempre più globalizzato. L’esperto di geopolitica e direttore di Limes, Lucio Caracciolo, venerdì 8 maggio, alle 19 nella Chiesa di San Francesco, con la lectio su «U.S. Confidential. Così funziona l’America», ci porterà nel cuore degli Usa e dei meccanismi politico-istituzionali dai quali sono generate le azioni internazionali della potenza a stelle e strisce. In concomitanza con la Giornata dell’Europa, sarà dedicata a «L’Europa, la globalizzazione e la politica della sopravvivenza» la lezione magistrale dell’antropologo delle istituzioni Marc Abélès, che interverrà domenica 10 maggio, alle 18, introdotto da Nicola Gasbarro.  

Nuove riflessioni, interrogativi, dibattiti
Vicino/Lontano 2015 indaga anche le questioni legate al nostro rapporto con il continente africano, così strettamente legate al futuro dell’Europa e del mondo. Dal premio Terzani 2015 alle mostre allestite in città, agli incontri del festival: un percorso fra Africa e immigrazione stimolerà nuove riflessioni e molti interrogativi e dibattiti. In calendario la personale di Edgard De Bono (a cura del Comune di Udine): «Storie d’Africa». Inaugurata mercoledì 6 maggio, alla Galleria Fotografica Tina Modotti, la mostra è un resoconto di quattro reportage: in "Colors of Senegal", in cui uomini donne e bambini d’Africa sono svelati attraverso il colore; "Nigerian Wedding", "Tazara Express" e "African Funeral" raccontano invece il movimento dei corpi in circostanze cruciali dell’esistenza umana – sposarsi, viaggiare, morire – nel momento solenne in cui diventano celebrazione collettiva come il matrimonio, la partenza, il funerale. Sono immagini che descrivono un percorso professionale ampio – dal 2006 a oggi – e vaste aree dell’Africa, distanti tra loro nello spazio e nella cultura, rivelatrici di insospettabili contrasti e contraddizioni. Orari di apertura: venerdì 8 maggio: 16.00-19.00; sabato 9 e domenica 10 maggio: 10.00-22.00; dal 15 maggio al 7 giugno: venerdì e sabato 16.00-19.00, domenica 10.30-12.30, 16.00-19.00. Da lunedì 4 maggio alla Libreria Feltrinelli di Udine apre la mostra "Nigeria. Sguardi" di Angelo Fanutti: sarà inaugurata alle 18.30 alla presenza dell’autore e dello scrittore Paolo Maurensig.

Sabato 9 maggio la serata finale del Premio Tiziano Terzani
Anche quest’anno la manifestazione ospiterà - sabato 9 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine (ore 20.45) – la serata finale del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani - da sempre la figura di riferimento del Festival per la sua capacità di leggere e comprendere la complessità, le contraddizioni e le prospettive del nostro tempo -. A condurre la serata l’attore Andrea Gherpelli, che modererà il dialogo fra il vincitore 2015 del Premio Terzani - il giornalista belga David Van Reybrouck che ha vinto con l’emozionante reportage "Congo" - e l’inviato de La Stampa, Domenico Quirico. Non mancheranno momenti di spettacolo, intercalati dalla lettura di alcuni passi tratti proprio da "Congo".

L'immigrazione e i molti interrogativi
Si continuerà con il tema dell'immigrazione domenica 10 maggio, alle 11.30 nella Chiesa di San Francesco, con il sociologo Maurizio Ambrosini, il giurista Andrea Saccucci, l’economista Fadi Hassan e il presidente di Medici Senza Frontiere Italia, Loris De Filippi. In particolare gli ospiti indagheranno sulla disuguaglianza che contraddistingue il mondo d'oggi. Le migrazioni internazionali, infatti, pongono sfide inedite alla convivenza sociale e obbligano a interrogarci sul rapporto tra la nostra convenienza economica e la marginalità giuridica degli ultimi arrivati. Perciò a proposito di tabù, più che di Totem, abbiamo un’emergenza immigrazione? È vero che l’Italia sopporta più di tutti gli altri paesi europei il carico dell’accoglienza dei rifugiati? Quanti sono gli immigrati in Italia? Portano criminalità? Terrorismo? Malattie? Ci rubano il lavoro? Ottengono dal «nostro» stato sociale più vantaggi di «noi»? Le domande a cui si cercherà di dare risposta sono queste e molte altre.

INFORMAZIONI: www.vicinolontano.it / email: info@vicinolontano.it  / te