20 luglio 2019
Aggiornato 10:00
Onore ai 4 alpini fucilati nel 1916

Le parole di Mattarella fanno ben sperare per i «fusilāz» di Cercivento

Il Capo dello Stato parla della memoria dei soldati italiani uccisi dai plotoni di esecuzione durante la Grande Guerra con metodi di giustizia sommaria. Posizione accolta con piacere dalla governatrice Serracchiani, che spera possa essere l'inizio del percorso per ridare l'onore ai fucilati in Carnia

CERCIVENTO - L’onore dei ‘fusilâz’, i quattro alpini dell’Ottavo Reggimento uccisi a Cercivento nel 1916, potrebbe essere presto restituito. E’ stato il presidente della  Repubblica, Sergio Mattarella, attraverso un messaggio preparato per un convegno di Rovereto sulla Prima guerra mondiale, a parlare della memoria dei soldati italiani uccisi dai plotoni di esecuzione durante la Grande Guerra con metodi di giustizia sommaria. Parole accolte con piacere dalla presidente della Regione, Debora Serracchiani. Un tema, quello dei ‘fusilâz’, trattato dal Diario di Udine a inizio marzo.

E’ il momento di fare i conti con le pagine più scure della Grande Guerra
Nelle scorse settimane, Serracchiani aveva scritto al Capo dello Stato per chiedere che venga restituito l'onore a quattro giovani alpini friulani fucilati a Cercivento nel luglio del 1916, dopo che la loro compagnia si era rifiutata di portare un ennesimo assalto. Questo episodio, rimasto nella memoria delle popolazioni locali, rappresenta una ferita ancora aperta.
«L'intervento del Presidente della Repubblica - ha osservato Serracchiani - rivela saggezza e acuta sensibilità istituzionale, e invita ora a guardare anche alle pagine buie della Grande guerra, facendo appello alla nostra coscienza e al nostro senso di umanità. Sono parole importanti, quelle del Presidente, perché il centenario della Prima guerra mondiale deve essere occasione per una riflessione senza retorica e soprattutto senza ombre sulla storia d'Italia».

Avviare il percorso per riabilitare l’onore degli alpini ficilati
«Sono parole - ha aggiunto la presidente della Regione - che possono aprire finalmente un percorso di restituzione dell'onore a quegli italiani che, come i giovani alpini di Cercivento, sono stati passati per le armi da 'mano amica' ma che ugualmente devono essere considerati tra coloro che hanno sacrificato la vita per la Patria». E' tempo che la storia restituisca ai quattro alpini ciò che la Grande Guerra gli ha tolto.