19 maggio 2019
Aggiornato 13:00
Musica e danza

Hip hop contro il razzismo: a vicino/lontano 2015

Di scena la crew di street dance degli Mnai’s, con il loro manifesto teatrale sull’integrazione. Con Giuliana Musso, $exmachine, prima tappa dell’indagine su totem e tab¨ a partire dalla parola “sesso”. Omero Antonutti sarÓ voce narrante di "Strolic", l’evento scenico conclusivo del festival

UDINE – Hip hop contro il razzismo: per raccontare l’integrazione attraverso le coreografie di una crew multirazziale composta da dieci ballerini. «Africa», uno dei quadri tematici dello spettacolo «Mnai’s Around», che coinvolge danzatori di altissimo livello in ambito internazionale riuniti nell'omonimo progetto, sarà di scena sabato 9 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine (ore 20.45), nell’ambito della serata-evento del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani.

L'hip hop come metafora dell’integrazione
Condotta dall’attore Andrea Gherpelli, protagonista di pellicole e fiction legate all’attualità (come «Giorgio Ambrosoli, una storia vera» e «Faccia d’angelo»), la serata avrà come protagonista il giornalista belga David Van Reybrouck, autore di Congo, best seller internazionale edito in Italia da Feltrinelli, vincitore del Premio Terzani 2015. «Around» è il primo spettacolo teatrale in cui una storia viene raccontata con il linguaggio hip hop: metafora dell’integrazione, dipana un viaggio a tratti gioioso e doloroso, spesso ironico, sempre spettacolare, esorcizza la «paura del diverso» ed esalta la cultura della conoscenza. La crew degli MNAI’S – vincitrice tra l’altro di tre edizioni di seguito dello Street Fighters World Tour - annovera alcune eccellenze riconosciute a livello mondiale nell’ambito dell’hip-hop e non solo. Il primo ballerino, Carlos Kamizele, italiano originario del Congo, si è aggiudicato il World Championship 2013 a Singapore.

A teatro con una fondamentale riflessione sull’oggi
A sottolineare come il teatro sia fondamentale nella riflessione sull’oggi, l’indagine di vicino/lontano 2015 su totem e tabù si apre, giovedì 7 maggio nella Chiesa di San Francesco (dalle 19.45), proprio con uno spettacolo: $exmachine. Un popolo di santi, poeti, navigatori e puttanieri, di e con Giuliana Musso e con «Igi» Meggiorin, per la regia di Massimo Somaglino. Un'attrice e un musicista in scena danno voce e anima a sei personaggi che, visti in sequenza, formano un quadro di contemporanea umanità multiforme e complicata. Hanno tutti in comune due cose: appartengono alla cultura del nord-est e trovano soddisfazione ai loro bisogni e ragione alle loro paure nel variegato e complesso mondo dei rapporti sessuali a pagamento.

Molte le anteprime di Vicino/Lontano 2015
Martedì 5 maggio, nella Chiesa di San Francesco alle 21, appuntamento con la musica e con «Ferri del mestiere», concerto del pianista e compositore Glauco Venier. La serata è un regalo di Confartigianato Udine alla città per festeggiare il suo 70° anniversario: in scena l’ultimo progetto discografico del jazzista friulano, realizzato per piano solo e prodotto da ECM. Venerdì 8 maggio, alle 21 al Teatro S. Giorgio, Vicino/lontano e l’Ente Regionale Teatrale Fvg, propongono il concerto «Penisolâti», incentrato sui temi dell’isolamento e del distacco. Protagonista il cantautore Loris Vescovo, Targa Tengo 2014 - voce, chitarra, armonica, guzheng, bunkula – affiancato dalla cantante Claudia Grimaz e da Leo Virgili al trombone e alla chitarra, Simone Serafini al contrabbasso, special guests Mark Harris al pianoforte e tastiere, Ivan Ciccarelli alla batteria e percussioni.

Musica e teatro chiudono il festival
E sarà ancora uno spettacolo, "Strolic", almanacco in musica, a chiudere l’edizione 2015 di vicino/lontano domenica 10 maggio, nella Chiesa di San Francesco alle 21. Nato da un’idea di Luca Bonutti su testi di Pietro Zorutti (1792-1867), poeta friulano dell’800 e arguto antropologo della sua gente, lo spettacolo viene proposto a vicino/lontano in un rinnovato allestimento, per festeggiare i 25 anni dalla fondazione della sede Rai di Udine. Alla voce narrante dell’attore Omero Antonutti e al coraggioso lavoro compositivo del maestro Valter Sivilotti, che ha modellato la partitura sulle voci aquileiesi del Coro Natissa e sul virtuosismo di strumenti musicali legati alla cultura popolare, si affiancano le immagini tratte dalla fiction "Pieri Zorut. Storia di un poeta", firmata dalla autrice e sceneggiatrice Claudia Brugnetta su regia di Giancarlo Deganutti, prodotta nel 1992 da Rai Fvg. Lo spettacolo, una produzione Mittelfest, si realizza per vicino/lontano in collaborazione con Arlef, Mittelfest, Rai Fvg e Società Filologica Friulana.

Appuntamento anche con LeggerMente
Infine domenica 10 maggio, alle 19 nell’Oratorio del Cristo, appuntamento con LeggerMente e con «Il tunnel», lettura scenica da Friedrich Dürrenmatt a cura di Paolo Patui accompagnato dall’Orchestra ritmica senza strumenti dell'Isis Manzini di San Daniele diretta da Juri Dal Dan,  con una insolita introduzione a cura di Angelo Floramo, Paolo Medeossi, Paolo Patui. L’Orchestra ritmica senza strumenti è nata per iniziativa di un gruppo di studenti, per adesione volontaria a un'idea insolita: produrre ritmi e suoni utilizzando non strumenti, ma oggetti, utensili e ammennicoli vari.