26 agosto 2019
Aggiornato 03:00
Settore in controtendenza

Badanti, dopo le rumene ci sono le italiane

L’aggiornamento statistico della Cisl Alto Friuli fa emergere non solo un incremento delle assistenti famigliari ‘made in Italy’, ma anche una crescita dei badanti maschi. Per il segretario Colautti il settore è un'opportunità per chi è stato espulso dal mercato del lavoro

TOLMEZZO - Continua a crescere il numero di famiglie che si rivolge al Caf Cisl Alto Friuli per farsi assistere nella gestione del rapporto di lavoro con un’assistente familiare. Secondo l’ultima rilevazione del sindacato, il numero negli ultimi dodici mesi è aumentato dell’11,2% mentre, se allarghiamo il raffronto agli ultimi otto anni, data di avvio del servizio, la cifra è di fatto quadruplicata. Una professione che continua nettamente a parlare al femminile, anche se i maschi salgono di numero rappresentando il 5,4% del totale, mentre erano solamente l’1,7% nel 2014.

Sempre più badanti italiane
Alcune novità arrivano anche all’interno della graduatoria relativa alle nazionalità: se le assistenti familiari provenienti dalla Romania sono le più numerose con il 23,6% sul totale - spodestando dalla testa della classifica le ucraine, storicamente le più rappresentative - le italiane nel corso dell’ultimo anno raggiungono a pari merito al secondo posto le stesse ucraine con il 21,3%; quindi a seguire le moldave e le polacche con il 10,9%. Molto più distanziate le altre: albanesi, georgiane, argentine, colombiane rappresentano singolarmente tra l’uno e il due per cento del totale. Ci sono poi singole provenienze da altri Paesi con una rappresentanza totale di ben 22 nazioni diverse.

Il commento del segretario Colautti
«E’ un settore, quello della cura della persona, in controtendenza rispetto agli atri profili occupazionali – rileva il Segretario generale della Cisl Alto Friuli, Franco Colautti – e il fatto che il numero delle italiane stia continuando a crescere più delle colleghe di altre nazionalità, attesta ancora una volta la necessità di molte connazionali, probabilmente espulse dal mercato del lavoro, di reinventarsi professionalmente cogliendo questa opportunità tra l’altro con elevato contenuto sociale. Un settore - aggiunge - oltremodo quello delle assistenti familiari che secondo le indicazioni delle associazioni di categoria, continuerà a crescere: oggi in Italia sono presenti 1 milione e 655mila badanti, molte nel sommerso, e le stime a livello italiano segnalano un incremento di almeno altre 500 mila entro il 2030. Crediamo che proporzionalmente anche in Alto Friuli la domanda rispetterà il trend – conclude Colautti - alla luce del consolidato tasso di invecchiamento della popolazione locale».

Uno sportello per trovare l’assistente famigliare
La Cisl Alto Friuli ricorda che presso le proprie sedi di Gemona del Friuli, San Daniele del Friuli, Tolmezzo, Tarvisio e Fagagna, è a disposizione uno sportello apposito dove le famiglie con anziani che necessitano di cure, ma anche le lavoratrici e lavoratori, possono trovare tutto l’aiuto e le informazioni necessarie per poter compilare un contratto in regola, calcolare i contributi previdenziali, elaborare i prospetti paga e molto altro. Il servizio è anche in contatto con la rete di sportelli SI.CON.TE., attivati dalla Regione in diversi centri del suo comprensorio.