No al declinismo

Il Friuli laboratorio nazionale del cambiamento grazie alla specialità

E’ uno degli scenari indicati dall’Ocse nell’ambito del progetto ‘Agenda del Futuro – Udine 2024’, promosso dalla Camera di Commercio di Udine per dare una svolta all’economia regionale. «Basta chiudersi nei propri confini: bisogna orientarsi verso un'area metropolitana», è stato sottolineato

Si è parlato di scenari futuri a Udine (© )

UDINE – Il Friuli come ‘laboratorio nazionale’ in cui sperimentare nuovi modelli di riforma dei sistemi del lavoro, della burocrazia, del welfare, dando così un nuovo valore alla specialità regionale. E’ uno degli scenari ipotizzati dall’Ocse per riuscire ad anticipare e soprattutto a governare il futuro, affidando al Friuli un nuovo ruolo a livello nazionale e internazionale. L’occasione per discuterne è stata la presentazione dell’ ‘Agenda del Futuro – Udine 2024’, il progetto di scenario promosso dalla Camera di Commercio di Udine (nell’ambito del suo programma d’innovazione Friuli Future Forum) in partnership con Comune, Università, Regione e con il coordinamento generale e l’elaborazione diretta dell’Ocse.

Un’analisi del territorio durata un anno
Il documento finale è frutto di un’analisi sulla città di Udine e sui territori limitrofi durata oltre un anno, con il coinvolgimento di cittadini, categorie, istituzioni, imprese. Sono quattro i punti principali del documento redatto dall’Ocse: il primo riguarda il ‘rischio declinismo’. I dati confermano che il Friuli ha affrontato la crisi in maniera molto più solida di altre regioni italiane. L’Ocse, però, invita a porre attenzione al fenomeno del declinismo, e cioè a credere che le cose vadano peggio di quanto invece stanno andando Il rischio è che quanto si percepisce diventi realtà a forza di convincersene.
Ci sono poi potenzialità ancora inespresse: la capacità di reagire alle avversità da parte dei friulani è un tratto che si è confermato vincente in passato e che va rilanciato. Il turismo e l’attrattività storico-culturale di Udine e del suo territorio sono indicati come vere e proprie potenzialità inespresse. L’Ocse invita quindi a spingere su una vera innovazione, collegando meglio Ateneo, centri di ricerca e imprese, anche con una serie di misure in grado di diffondere l’innovazione nell’impresa e nei contesti pubblici. Infine, la ricerca Ocse indica per Udine la necessità di orientarsi verso un’area metropolitana, invece di chiudersi nei propri confini; invita quindi anche il territorio a relazionarsi a Udine per costruire un’unica area interrelata.

L’ultima chiamata per il cambiamento
Aver il coraggio di fare riforme profonde, a livello nazionale e locale, ma anche europeo. E cogliere subito i pur deboli segnali positivi che l'economia sta registrando, perché siamo nella situazione ‘ora o mai più’. Ne sono convinti l'economista e professore di Harvard Alberto Alesina e il capo dei progetti Leed di Ocse Sergio Arzeni, tra i protagonisti degli eventi conclusivi dell’Agenda del Futuro-Udine 2024.
Per Alesina il momento è propizio ed è forse l'ultima chiamata per mettere in atto un vero cambiamento e le riforme (a partire dalle pensioni): il tasso dollaro-euro è sceso, il prezzo del petrolio è crollato e Paesi anche dell'Europa stanno cominciando di nuovo a crescere e a espandere gli investimenti. Però è ‘ora o mai più’. Per entrambi, uno dei nodi è però quello della formazione e dell'occupazione giovanile, un Paese che deve ricominciare a trattenere talenti e a valorizzare il capitale umano e la formazione scientifica. Oltre che creare un sistema di vera formazione, fatta in azienda e per l'azienda, non fatta per gli enti di formazione.