6 dicembre 2019
Aggiornato 10:00
L’indagine demografica

Negli ultimi 10 anni raddoppiati i giovani che lasciano il Friuli per l’estero

Il trend emerge dalla rielaborazione dell’Ires Fvg sui dati Istat. Cala la popolazione, ci sono sempre meno nati e le nuove generazioni se ne vanno: erano 921 nel 2004, oggi sono 2.354

UDINE – Diminuisce, anche se di poco, la popolazione del Fvg, calano gli stranieri e sono sempre di più i giovani che lasciano il Friuli alla ricerca di fortuna all’estero. È la fotografia scattata dall’Ires Fvg (dai ricercatori Chiara Cristini e Alessandro Russo) sulla base dei dati demografici diffusi dall’Istat.

Cala il numero di residenti e ci sono sempre più donne
Al 31 dicembre 2014, il numero di residenti in Friuli Venezia Giulia era pari a 1.227.122 persone, in diminuzione rispetto all’anno precedente di 2.241 unità (-0,2%). Calano sia gli italiani, sia gli stranieri, che passano da 107.917 unità del 2013 a 107.559 del 2014 (-0,3%).
In flessione anche il numero di nuovi nati: il saldo naturale evidenzia un segno negativo (-4.587unità), ma di minore intensità rispetto al 2013. Questo per effetto di una riduzione del numero di morti (che passa da 14.222 del 2013 ai 13.764 del 2014). In termini assoluti i nuovi nati passano da 9.408 a 9.177 (-231 nati nell’anno).
Il Friuli Venezia Giulia si conferma una regione ‘femminile’, sul totale della popolazione, infatti, le 633.115 donne rappresentano il 51,6% dei residenti. E’ anche una regione con un’incidenza significativa di anziani: la popolazione con oltre 65 anni rappresenta circa un quarto del totale (25,1%) e tra le donne questa incidenza risulta superiore (28,2%). Gli ultracentenari sono complessivamente 586 e tra questi 512 sono donne.

I giovani se ne vanno
Il Fvg torna a essere regione di emigrazione: il saldo migratorio si è ridotto e sul dato pesa da un lato la diminuzione delle iscrizioni da altri Comuni e dall’estero, mentre va aumentando il numero di italiani che si cancella dall’anagrafe per prendere la residenza all’estero.
In particolare, per quanto riguarda il saldo migratorio estero (ossia la differenza tra gli iscritti e i cancellati da e per l’estero), il numero complessivo di cancellati ha raggiunto le 4.004 unità (mentre sono stati 5.221 gli iscritti da un’anagrafe straniera, numero che tuttavia è in diminuzione dal 2013), con un saldo di 477 unità.
Considerando solo i cittadini italiani provenienti dall’estero che prendono la residenza in Friuli Venezia Giulia (depurato quindi dal dato relativo alla componente straniera), e quelli che risiedevano in regione e si sono cancellati per andare a vivere all’estero, si può notare chiaramente la crescente ripresa dell’emigrazione degli italiani. Nel 2014 i cancellati raggiungono il valore record di 2.354 (oltre il doppio rispetto al valore del 2004, fermo a 921).

La presenza straniera in Fvg
A fine 2014 i residenti stranieri risultavano complessivamente 107.559: il dato, per la prima volta, è in calo dopo decenni di crescita. Erano infatti 107.917 nel 2013 (la diminuzione è dunque dello 0,3% tra 2014 e 2013). L’incidenza degli stranieri è pari all’8,8% della popolazione totale residente in Friuli Venezia Giulia e risulta superiore al dato nazionale (8,2%), ma inferiore rispetto al Nord Est (10,7%). Dal confronto tra province si  può notare come Pordenone presenti il rapporto più elevato tra stranieri residenti e popolazione totale (pari a 10,8%), seguito da Gorizia (8,9%), Trieste (8,5%) e Udine (7,7%). In quest’ultima provincia gli stranieri sono 41.133 su una popolazione complessiva di 536.180.
I residenti stranieri di origine romena sono i più numerosi, pari a 22.618 persone e rappresentano il 21% degli stranieri complessivamente residenti in Friuli Venezia Giulia. Seguono gli albanesi (la cui incidenza è dell’11,6% del totale), i serbi (7,5%), gli ucraini (4,6%), i marocchini (4,1%), i ghanesi (3,9%), i croati (3,7%), i residenti provenienti dalla Bosnia-Erzegovina sono il 3,6%, quelli dal Bangladesh (3,2%) e dal Kosovo (3,2%).
Hanno registrato una rilevante diminuzione rispetto all’anno precedente i ghanesi (-13,6%) e gli albanesi (-5,7%).