22 novembre 2019
Aggiornato 04:00
Udinese società sana

Tavecchio in visita al nuovo Friuli: «Sarà uno dei migliori stadi d'Italia»

Visita a sorpresa del presidente della Figc Carlo Tavecchio all’Udinese. Il numero uno del governo del calcio italiano ha approfittato della sua presenza in Friuli per fare un blitz nel nuovo stadio

UDINE – Visita a sorpresa del presidente della Figc Carlo Tavecchio all’Udinese. Il numero uno del governo del calcio italiano ha approfittato della sua presenza a Palmanova, in occasione dell’apertura del centro di formazione del comitato regionale, per fare un blitz nel nuovo stadio e ammirare così il cantiere ormai in fase di conclusione.
Tavecchio era accompagnato dal presidente della Figc regionale Gianni Toffoletto, dall’architetto Giancarlo Presicci, consulente impiantistica della Federazione, dal consigliere federale Renzo Burelli e dal sindaco di Palmanova Francesco Martines. A fare gli onori di casa il direttore generale Franco Collavino.Il patron Gianpaolo Pozzo, all’estero per impegni personali, si è intrattenuto a lungo al telefono con Tavecchio per uno scambio di opinioni sul nuovo stadio che sta nascendo

Queste le impressioni di Tavecchio, raccolte da Udinese Channel.
«Sono venuto qui in Friuli per organizzare il centro di formazione federale e non potevo non venire a visitare questo impianto che diventerà uno degli stadi migliori d’Italia, anche per delle scelte cromatiche che trovo particolarmente simpatiche (riferendosi alle poltroncine). Oggi ho visto con piacere un cantiere vero dove tutte le maestranze lavorano alacremente e credo sia il biglietto da visita per questa città e per questa società».

Non considera singolare il fatto che una società di una piccola città come l’Udinese sia sotto questo punto di vista  molto più avanti rispetto alle altre big italiane?
«C’è un proverbio brianzolo che dice ‘Tutto dipende dal manico’. E qui il manico è buono, la società ha sempre avuto un’organizzazione con filosofia europea e di grande espansione, e i risultati sono evidenti non solo sul territorio ma anche all’estero. Qualche giorno fa ho parlato di un sistema calcio che rischia di fallire e che al momento ha soltanto 5 squadre economicamente sane. L’Udinese rientra tra queste».

Continua il suo lavoro come riformatore del nostro calcio. Quanto è forte il bisogno di fare riforme e di metterle in piedi nel minor tempo possibile?
«C’è bisogno di adeguare il calcio a quello che è il nuovo mondo gestionale. Dal mio osservatorio che è prima di tutto rivolto ai risultati sportivi, non trascuro il resto. Se non si cura la parte agonistica non si ottengono risultati amministrativi e viceversa. L’Udinese rappresenta un grande mix di tutto questo».

La sua figura di presidente è stata continuamente soggetta ad attacchi, come vive questa fase particolare?
«L’adeguatezza o meno di Tavecchio è argomento di discussione di tanti, ma io ho sempre lavorato con i fatti. E i fatti contano molto più delle parole. In un Paese dove contano di più le parole, noi facciamo i fatti».