25 gennaio 2020
Aggiornato 12:00
Discussione in Fvg

Niente codice etico per il Consiglio. I Cittadini chiedono la riduzione dei mandati, Fi una norma «salva-famiglia»

Convocato il Tavolo sul conflitto di interessi. Ci saranno maggiori controlli, ma senza troppe limitazioni 'etiche' per i consiglieri. Paviotti spinge sul limite dei due mandati, Riccardi vuole regolamentare l'accesso ai contributi

UDINE – Pare esserci sempre una dose troppo elevata di fatica, per la classe politica, nel parlare di autoregolamentazione e di etica. Accade anche in Fvg dove, i gruppi consiliari stanno discutendo di conflitto di interessi (emerso con prepotenza dopo i casi Marsilio e Agnola) e della possibilità di estendere anche al Consiglio il codice etico introdotto in giunta dalla presidente Debora Serracchiani. 
Tutti concordi nell’intensificare i controlli sulle possibili cause di ineleggibilità e incompatibilità, ma di adottare un codice etico non se ne parla. Una chiusura che giunge in particolare, dal Pd. Al massimo si arriverà alla modifica della legge regionale 21/2004 adottando una serie di atti per incrementare la trasparenza dei dati riferiti ai singoli consiglieri in carica.

I Cittadini sono per ridurre il numero di mandati
Vale per i sindaci, non per i consiglieri regionali. Ma i Cittadini ci provano, lanciando, nell’ambito del Tavolo sul conflitto di interessi, la proposta di portare da tre a due il limite di mandati anche per gli eletti in Consiglio regionale.
«La nostra proposta – spiega il capogruppo Pietro Paviotti – va nella direzione di  limitare più possibile il rischio di  eventuali condotte scorrette nell'ottica di un'etica della politica oggi più che mai necessaria. Si tratta, in buon sostanza, di ridurre per legge il limite massimo di mandati per ogni consigliere regionale, passando dagli attuali tre a due, cosa che del resto il nostro movimento civico al suo interno ha già messo in pratica». Paviotti ritiene che dieci anni siano un periodo sufficiente per espletare il proprio mandato e per attuare il proprio progetto politico.

Riccardi all’attacco
«Ineccepibile sul piano istituzionale, deludente sotto il profilo politico». Questo il commento del capogruppo di Fi Riccardo Riccardi. «Nessuna soluzione - afferma - è emersa rispetto ai fatti accaduti: ascoltiamo la presidente della Regione dichiarare che si pente di aver candidato dei consiglieri regionali, aggiungendo che suo padre non godrà mai di contributi della Regione anche avendone diritto. Poi leggiamo di codici etici che servono più a dire che ‘io non sono come loro’ scaricando addosso al Consiglio regionale la responsabilità di eventuali conflitti o inopportunità. Siamo pronti - sostiene Riccardi - ad affrontare le diverse fattispecie che interessano presidenti, assessori (eletti e non eletti), consiglieri, burocrati, regole, controlli e responsabilità. Però io non ci sto a chi costruisce e tenta di mantenere il proprio consenso sugli eventi della politica spostandosi a seconda della convenienza. Quindi - aggiunge Riccardi -, piena disponibilità ad affrontare un tema reale, complesso e delicato senza emotività.  Ma prima una normetta semplice semplice che presenterò io stesso: ‘ai membri della giunta e del consiglio regionale e ai componenti del loro nucleo familiare è vietato ricevere, in via diretta e indiretta, qualsiasi contributo dalla Regione’.  Votato questo - conclude - prendiamoci il tempo che serve per affrontare tutto il resto».