29 maggio 2020
Aggiornato 06:00
Attacco a Serracchiani

Il M5S smentisce Terna e continua a chiedere l'interramento dell'elettrodotto

Il portavoce del Movimento, Sergo, definisce «ridicolo» l'allarme black-out in caso di mancata realizzazione della linea elettrica, ricordando come i consumi energetici, negli ultimi anni, siano in calo

UDINE -  «L’allarme 'black out' è ridicolo. Sono gli stessi dati presentati dalla Regione solo pochi mesi fa a smentire questa ipotesi. Siamo in presenza invece di un calo evidente dei consumi energetici, causato dalla crisi industriale, da una parte, e dall’efficientamento energetico dall’altra». A sostenerlo è il Movimento 5 Stelle, riferendosi alla posizione espressa da Terna dopo lo stop della Consulta all’elettrodotto tra Redipuglia e Udine Ovest.

La posizione del Movimento 5 Stelle
E' il portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale Cristian Sergo, a mettere in evidenza, numeri alla mano, quale sia il reale fabbisogno energetico del Friuli Venezia Giulia.  «Negli ultimi anni in Regione - chiarisce - c’è stato 'un calo del 4,3% (da 10.030,4 GWh a 9.603,1 GWh)', con i consumi industriali che hanno subito un crollo del 14,1% dal 2007 a oggi. E la cosa non cambierà nel futuro. Analizzando infatti il trend di lungo periodo si scopre che ci sarà una progressiva riduzione della quota di consumi industriali. Il MoVimento 5 Stelle ha sempre sostenuto l’interramento di quest’opera - ricorda Sergo -. L’elettrodotto potrebbe affiancare tranquillamente l’autostrada che da Redipuglia arriva fino a Udine, allungando il tragitto di soli 3 km. È la stessa Terna che sta lavorando a un progetto analogo in Piemonte. E allora perché in Piemonte si può fare e qui da noi no? Come ha dimostrato in modo netto la sentenza del Consiglio di Stato, non si possono impiantare piloni negli alvei dei fiumi o far passare fili sopra la testa degli automobilisti o a pochi metri dall’aeroporto di Ronchi dei Legionari».

L’opposizione al progetto aereo continua
«Combatteremo con tutte le nostre forze contro chi oggi va sostenendo che ormai l’opera vada completata, costi quel che costi, mitigando l’impatto che l’elettrodotto sta già avendo sull’ambiente e sul territorio. A queste persone ricordiamo che il Consiglio di Stato ha ribadito, chiaramente, come il 'paesaggio non sia in vendita'. O forse pensano di avvolgere i fili e i pali dell’elettrodotto alti 65 metri con l’edera e altre piante rampicanti?». Riferendosi alla sentenza della Consulta, Sergo aggiunge: «Questa è una vittoria dello Stato di diritto e della legalità. E visto che la presidente della Regione ha iniziato a cospargersi il capo di cenere per le malefatte dei suoi 'colleghi', c’è da chiedersi – conclude Sergo - come mai oggi la Serracchiani non chieda scusa a chi per anni si è battuto per tutelare l’ambiente e il paesaggio nel Friuli Venezia Giulia».