22 novembre 2019
Aggiornato 03:30
L'indignazione di Pezzetta e Panontin

Regione e Anci contro Poste Italiane: «Impegni disattesi»

C'è l'intenzione di chiudere 17 uffici in Fvg nonostanti gli accordi presi con le istituzioni locali la scorsa primavera. Si fa avanti l'ombra del ricorso al Tar

UDINE – Poste Italiane vuole chiudere 17 uffici in Fvg. Ma Regione e Anci non ci stanno. Anche perchè le Poste, in tal modo, disattendono a un accordo siglato tra le parti la scorsa primavera.

L’Anci a muso duro
Arrivati a questo punto Anci invita i Comuni interessati a considerare la possibilità di un ricorso al Tar sulla scorta di quanto ha fatto il comune di Buia nel 2012 e che ha visto soccombere Poste spa. «All'assessore Panontin chiediamo – ha chiarito il presidente Mario Pezzetta - di ritirare la firma della Regione del protocollo d'intesa con cui Poste e Regione si impegnavano a collaborare sul fronte di nuovi ed innovativi servizi digitali in favore dei cittadini. Si rende inoltre necessario un confronto tra Regione Fvg e Governo su una decisione gravissima di Poste spa che penalizza pesantemente il territorio proprio nel momento in cui la riforma degli enti locali richiede più coesione e maggiori servizi».

La Regione non nasconde il proprio disappunto
«Non possiamo che biasimare vivamente il comportamento di Poste Italiane - ha dichiarato l’assessore Paolo Panontin -  i cui dirigenti a livello regionale partecipano ai tavoli di confronto e assumono impegni, che vengono poi ignorati dalla dirigenza nazionale con chiusure indiscriminate».
L'assessore Panontin ha ricordato che Poste Italiane ha, di fatto, disatteso sia il Protocollo d'intesa siglato con la Regione nel novembre 2014, sia gli impegni assunti in sede di tavolo di confronto congiunto con Anci e Uncem il 25 maggio 2015. In particolare durante l'ultimo incontro, che si era svolto in un clima cordiale e collaborativo, i rappresentanti di Poste avevano assicurato che, sospeso sine die il piano di razionalizzazione, avrebbero reincontrato le parti per valutare tutte le possibili alternative alle chiusure.
«Il nostro obiettivo primario, in questa vertenza, è quello di scongiurare una riorganizzazione che finirebbe per penalizzare l'utenza, segnatamente quella più debole, soprattutto nelle aree rurali e montane. La Regione Friuli Venezia Giulia intende proseguire ancor più incisivamente che nei mesi scorsi: se necessario ci attiveremo anche nei confronti del Governo», conclude Panontin.