5 agosto 2020
Aggiornato 18:30
Il bilancio: ottima stagione per la malga

Una seggiovia per raggiungere il Montasio. La proposta del sindaco Fuccaro

Alla festa dell’Allevatore il primo cittadino assicura: «I progetti sono pronti parte delle risorse ci sono già e se arriveranno i fondi mancanti a breve potremmo dare il via ai lavori».

CHIUSAFORTE - Tra un paio d’anni malga Montasio sarà senz’auto. È l’auspicio del sindaco di Chiusaforte Fabrizio Fuccaro, che oggi, portando il saluto alla Festa degli allevatori in malga Montasio, ha spiegato che fra non molto potrebbero essere avviati i lavori per la realizzazione di una seggiovia che, seguendo un vecchio tracciato, potrò portare turisti in malga direttamente da Sella Nevea, scrivendo così la parola fine al traffico veicolare nella più grande malga del Fvg e creando le premesse per un utilizzo anche invernale dell’area, destinata a diventare un luogo ideale per lo sci da fondo. «I progetti sono pronti – ha spiegato il sindaco Fuccaro – parte delle risorse ci sono già e se arriveranno i fondi mancanti a breve potremmo dare il via ai lavori».

Ottime indicazioni dalla stagione estiva 2015
Il sindaco è intervenuto dopo la messa celebrata anche quest’anno da don Mario Salon, un sacerdote nato a Cave del Predil e da 40 anni missionario in Germania, in questi giorni in vacanza nelle sue terre, messa allietata dai canti della Coral di Flumignano e Sant’Andrat. Una buona notizia per la malga, questa, che si avvia a chiudere un’ottima stagione. «Questi mesi - ha infatti spiegato il presidente dell’Associazione Allevatori del Fvg, Renzo Livoni – grazie al bel tempo, ci hanno consentito di ricattare la stagione 2014, davvero difficile. In deciso aumento sono state sia le presenze (anche oggi era molto difficile trovare parcheggio) sia i consumi all’agriturismo come allo spaccio. Se anche in settembre il tempo reggerà, il 2015 si candida ad essere una delle migliori stagioni». Non così è purtroppo per allevatori di vacche da latte del Fvg che in un anno si sono visti ridurre il prezzo del latte alla stalla. «Se l’anno scorso veniva pagato 0,40 centesimi, quest’anno varia da 0,34 a 0,36. Per un’azienda con 100 vacche in stalla – conclude Livoni – significa meno entrate per 45-50 mila euro. Un dramma».

C’è il rischio del latte in polvere
E ora sul settore grava un’altra minaccia: il rischio venga concesso agli industriali italiani la facoltà di produrre formaggi con polvere di latte, che comporterebbe conseguenze pesanti per il latte fresco. «L’unica possibilità di difendere il prezzo – hanno detto Terenzio Borga, presidente del Consorzio di tutela del Montasio, e Franco Iacop, presidente del Consiglio regionale – è quella di valorizzare il Montasio, visto che i prodotti Dop debbono essere per forza fatti con latte del territorio». Ha concluso così Iacop: «L’Italia, su mia proposta ha fatto approvare un ordine del giorno dal Comitato delle Regioni all’Unione europea per la salvaguardia delle produzioni Dop e la Regione Fvg si impegnerà a rafforzare il Montasio».