Posta a giorni alterni in Carnia

Zilli (Ln) contro Poste Italiane e Regione per i disservizi in montagna

«Le riduzioni annunciate - afferma - sono la dimostrazione che l'amministrazione regionale è assolutamente incapace, o forse disinteressata, nel difendere i territori disagiati come quello montano»

Barbara Zilli (© )

TOLMEZZO - «La chiusura degli uffici postali e la consegna della posta a giorni alterni è solo l'ultimo affronto nei confronti dell'Alto Friuli e dei suoi cittadini. Anziché rafforzare un servizio pubblico già precario in quelle zone, si pensa invece di tagliarlo completamente».
Ad affermarlo è la consigliera regionale della Lega Nord Barbara Zilli, che interviene sulla decisione di Poste Italiane di chiudere diversi uffici in Alto Friuli e di introdurre il servizio di consegna posta a giorni alterni, annunciando la presentazione di una interrogazione.
Ma soprattutto, dice Zilli, «è la dimostrazione che l'amministrazione regionale è assolutamente incapace, o forse disinteressata, nel difendere i territori disagiati come quello montano. Fa rumore il silenzio dell'assessore alla montagna e cioè della presidente Serracchiani - dice Zilli – che nulla sta facendo per un territorio che ha già perso molto dopo la chiusura del tribunale di Tolmezzo e dell'ospedale di Gemona. I Comuni sono sempre più lasciati soli e sono costretti a ricorrere al Tar, vedi l'esempio di Buja, laddove la politica fallisce miseramente».

Nessuna considerazione per le esigenze dei territori
Ritornando sulla questione Poste, secondo la consigliera della Ln, «nonostante gli incontri e le iniziative promosse, Poste Italiane ha preso la sua decisione autonomamente, pensando soltanto al profitto senza considerare altri aspetti. Decisione questa - continua Zilli - che dimostra una volta in più come ultimamente le riorganizzazioni e le riforme vengano fatte tenendo conto soltanto dei numeri e non delle reali esigenze del territorio, soprattutto considerando l'età media che popola quelle aree. Le persone anziane, ad esempio, potrebbero veder slittare la consegna della pensione e, di questi tempi, per alcuni non è cosa da poco».

Poste 2.0 senza connessione internet adeguata
Parallelamente al caso delle Poste, viene anche sollevata la questione della banda larga e di Internet accessibile a tutti: «È inutile parlare di riduzione dell'utilizzo dei mezzi di comunicazione tradizionali a favore di quelli telematici, se poi in ambito montano poco o niente è stato fatto a favore della riduzione del divario digitale - conclude Zilli –. È vero, in molte aree è attivo e funzionante il programma Ermes, ma la Carnia, purtroppo, rimane sempre un passo indietro. Anche per questo e per questioni anagrafiche, in quelle zone le persone che utilizzano Internet sono davvero poche».