La polemica

Il prestito interbibliotecario diventa regionale. I dubbi di Fontanini

Dal primo gennaio il servizio passerà sotto la Regione. Ma il presidente della Provincia di Udine, ente che se n'è occupato fino a oggi, non nasconde la sua preoccupazione. «Gli stanziamenti sono insufficienti»

La funzionalità del prestito interbibliotecario è a rischio (© )

UDINE - Dal 1° gennaio 2016, il prestito interbibliotecario, la possibilità da parte dei cittadini di poter ricevere gratuitamente volumi da biblioteche lontane dal proprio Comune di residenza, sarà gestito dalla Regione. Sta scritto nel ddl ‘Norme regionali in materia di beni culturali’ che martedì 25 agosto è stato esaminato dal Cal. Il disegno di legge, infatti, oltre a entrare nel merito della futura organizzazione dei musei e delle varie reti museali, detta la nuova linea anche in materia di biblioteche e, tra le novità, prevede il passaggio in capo alla Regione della gestione del prestito interbibliotecario, il servizio di scambio di pubblicazioni tra biblioteche a costo zero per l’utente avviato da palazzo Belgrado oltre dieci anni fa sul territorio provinciale e che ha registrato nel corso degli anni un appeal crescente passando da 80 a 106 strutture aderenti e oltre 120 mila volumi interscambiati.

Per gestire il servizio su scala regionale, la Regione ha stanziato 14 mila euro per il 2016 e altrettanti per il 2017 (articolo 47, norme finanziarie del ddl), «cifra assolutamente non realistica e insufficiente – rileva il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini - per sostenere questa tipologia di servizio. L’importo indicato rappresenta quanto la Regione ha concesso quest’anno a palazzo Belgrado per coordinare l’attività sul territorio di competenza. La cifra concessa dalla Regione va detto, inoltre, viene annualmente integrata con fondi propri della Provincia».

La dimensione regionale del servizio richiede, secondo Fontanini, un impegno finanziario maggiore in virtù dell’aumento delle opportunità di interscambiare volumi su tutto il territorio e dei relativi costi per il trasporto di libri a esempio da Trieste a Montereale Valcellina o da Tarvisio a Monfalcone o ancora da Gorizia a Forni di Sopra. «Ritengo che la somma prevista non tenga assolutamente in considerazione le implicazioni del servizio su scala regionale – prosegue Fontanini - . Viene da chiedersi, a questo punto, come potrà funzionare il prestito interbibliotecario nelle modalità che la Provincia di Udine ha attivato in questi anni. Verranno chiesti nuovi sforzi finanziari e operativi ai Comuni o alle Uti? Il servizio dovrà essere pagato dagli utenti? Il tutto è ancora incerto ma le premesse non fanno ben sperare. Anche la gestione di questa competenza da parte della Regione sarà l’ennesima riprova che il superamento delle Province non produce risparmi ma, come ampiamente annunciato, - conclude Fontanini - disservizi per i cittadini, un rallentamento operativo e un generale aumento dei costi per la collettività».