L'attacco

L'Udinese e il nuovo nome dello stadio: Pozzo se la prende con i giornali

«Si vergogni chi ha strumentalizzato un semplice atto di sponsorizzazione», ha tuonato il paron. La scelta sulla denominazione dell'impianto spetterà al Comune

La conferenza stampa durante la quale Pozzo ha sbottato (© )

UDINE – Il popolo friulano non vuole che la denominazione dello stadio Friuli cambi. Non gli interessa sdoganare il nome che dal 1978 accompagna l’impianto dell’Udinese per qualche centinaia di migliaia di euro. E’ e deve restare un simbolo: del Friuli, del post terremoto, del tifo bianconero. Questo la società l’ha capito. Troppo ampia la sollevazione popolare di questi ultimi giorni per far finta di niente, dopo che il Messaggero Veneto ha dato corpo a un’indiscrezione sulla volontà di utilizzare il nome ‘Dacia Arena’ accanto a quello storico di ‘Friuli’. E poiché l’accordo con lo sponsor ancora non era chiuso, l’anticipazione ha creato più di grattacapo in piazzale Argentina. Ma invece di fare un passo indietro e di dare ascolto al tifo bianconero, la società che fa? Attacca i mezzi di informazione, accusandoli di aver strumentalizzato la faccenda e di speculare sui morti del terremoto.

Le parole di paron Pozzo
«A chi mi attribuisce di avere profanato le vittime del terremoto rispondo: vi rendete conto di che viltà è questa? Cosa può pensare chi legge il giornale e non consoce le delibere del Comune? Chi pensa che per quattro soldi io voglia mettere in vendita le vittime di Redipuglia. Si vergogni chi ha strumentalizzato un semplice atto di sponsorizzazione – afferma Gianpaolo Pozzo –. E' come dire che la Ferrari, insieme agli spot, avesse profanato il nome di 'Ferrari' o l'immagine dell'Italia. Abbiamo a che fare con la crisi, tante società non hanno lo sponsor nemmeno sulla maglia: noi facciamo sforzi importanti per aumentare gli introiti che servono a mantenere la squadra. Andiamo piano prima di offendere la moralità delle persone. Stiamo cercando di dare una sponsorizzazione anche allo stadio – sottolinea il paron - pratica molto diffusa all'estero fatta da grandi compagnie, come l'Allianz Arena di Monaco, società che valorizzano il nome della società».

Sarà il Comune a decidere
«Nessuno ha detto di togliere il nome 'Friuli'. E poi si parla di una trattativa - ha detto ancora Pozzo -. Il Comune decide: se ha interesse di prendere i soldi, con quei soldi possiamo riparare una strada. Volete aggiustarla domattina? Si può fare con i soldi dell'Udinese. Se mancano i soldi, si sputa sul denaro? Evitiamo di fare danni per vendere quattro copie dei giornali in più e cerchiamo di essere realisti», conclude Pozzo.