La città dovrà diventare area metropolitana

La Udine del futuro la scrivono Cciaa, Comune e Università

L’obiettivo è accompagnare Udine verso il 2024, data simbolo scelta come traguardo della svolta, mettendo in pratica le indicazioni date dall'Ocse. Impegnati in questo processo ci sono Da Pozzo, Honsell e De Toni

Udine progetta il suo futuro (© )

UDINE – La direzione da seguire per far diventare Udine una ‘città del futuro’ l’ha tracciata l’Ocse. A farsene carico sono Camera di Commercio, Comune e Università di Udine, che hanno siglato un patto per dare concretezza allo sviluppo strategico della città. L’obiettivo è accompagnare Udine verso il 2024, data simbolo scelta come traguardo della svolta. Al Tavolo di lavoro siedono innanzitutto il presidente della Cciaa Giovanni Da Pozzo, il sindaco di Udine Furio Honsell e il magnifico rettore Alberto Felice De Toni. Insieme a loro ci sono anche l’assessore Gabriele Giacomini, gli imprenditori Andrea Cumini e Arianna Calcaterra, presidente di UdineIdea, la responsabile dell’Ufficio statistica Pamela Mason, i professori Andrea Moretti e Mauro Pascolini.

Gli obiettivi da perseguire
La città del futuro dovrà essere capace di potenziare e strutturare il rapporto con il suo territorio di prossimità, in direzione di una vera e propria area metropolitana, organizzata funzionalmente su area vasta. Una realtà in grado di investire in un sistema con una fortissima relazione fra Università, centri di innovazione e imprese (è il sistema cosiddetto della ‘tripla elica’), e di rivedere strutturalmente il sistema dell’istruzione, della formazione legata al lavoro e all’impresa e dei servizi sociali per incidere positivamente sulle capacità occupazionali e della produttività. Una realtà, in sostanza, che sia capace di reagire al ‘declinismo’ di cui soffre con la capacità di reagire alle avversità dimostrata in più occasioni dai friulani, valorizzando davvero le tante potenzialità inespresse, a partire dal turismo (specie nella sue declinazione ecologica) e dal marketing efficace legato all’enogastronomia e all’attrattività storico-culturale del Friuli.

Il modus operandi
‘Udine 2024’, di cui è stato creato un logo per contraddistinguere tutte le iniziative di sviluppo che si realizzeranno, «cappello» comune alla rete collaborativa ed elaborativa, intende proseguire il metodo, fondato sulla partecipazione ‘dal basso’, che è stato inaugurato per la costruzione dell’Agenda del Futuro, coinvolgendo categorie, portatori di interesse, esperti, rappresentanti del settore pubblico e privato, in un impegno comune di progettazione della città (dell’area metropolitana, suggerisce Ocse) che verrà.

I commenti
«I risultati della recente indagine Unioncamere e Ref – commenta il presidente Da Pozzo – pongono Udine al primo posto per attrattività del sistema economico, un risultato ottimo che ci dà fiducia. Ma è una posizione che dobbiamo impegnarci a mantenere e che comunque ha bisogno di consolidarsi e innovarsi in prospettiva futura. A Udine e al Friuli occorrono strumenti nuovi per guardare e progettare il proprio futuro, senza chiudersi nell'isolamento, ma nemmeno delegando ad altri le proprie responsabilità. Con questa firma – aggiunge – ci impegniamo a costruire insieme un percorso, facendo rete e prendendo il meglio dal dibattito, dalle esperienze e dalle competenze internazionali, cercando un obiettivo comune, una idea di Udine e Friuli verso cui dirigere tutti il nostro impegno».
Positivo anche il commento del sindaco Honsell:  «Il Tavolo ‘Udine ci permette di operare insieme, armonizzando le reciproche attività, puntando a garantire sempre migliori condizioni di operatività, per puntellare l’impresa al nostro territorio e dunque per tutelare meglio il lavoro».
Come evidenzia poi il rettore De Toni, «con queste iniziative stiamo creando un contesto favorevole alla crescita e all’impresa. Il Tavolo di coordinamento va in questa direzione, e rafforza la dimostrazione scientifica che la cooperazione paga più della competizione. La costruzione di un rapporto solido e continuativo tra università e territorio è uno degli aspetti chiave del processo di innovazione in atto nel sistema accademico».