22 novembre 2019
Aggiornato 04:30
14 > 18 settembre, dalle 17 alle 21

“A porte aperte” della Nico Pepe riparte con "Il pranzo di Babette"

Alla Civica Accademia d'Arte drammatica nuovo laboratorio di Tecniche di Improvvisazione teatrale

UDINE - Riprendono i corsi, aperti al pubblico, organizzati dalla Nico Pepe che apre le porte e propone un approccio diretto al mondo dello spettacolo, dove gli spettatori diventano protagonisti in prima persona del lavoro svolto in Accademia attraverso l'insegnamento delle diverse tecniche espressive e vocali sotto la guida degli stessi docenti della Civica Accademia. L'approccio è di tipo pratico e ha come obiettivo quello di sviluppare le potenzialità creative, al di là dei limiti, delle abitudini e delle «maschere» del quotidiano.

Primo appuntamento con Giovanni Battista Storti
Si comincia lunedì 14 settembre (fino a venerdì 18), alle 17, con il laboratorio di improvvisazione teatrale condotto da Giovanni Battista Storti, attore e pedagogo, udinese di nascita, che da anni vive e lavora a Milano. Tema dell'appuntamento sarà la narrazione tratta dal racconto «Il Pranzo di Babette» della scrittrice danese Karen Blixen, in cui l’esperienza conviviale si trasforma in una sorta di esperienza amorosa, nell’elogio della fedeltà e della riconoscenza, oltre che del potere dei sensi. Il tema fondamentale che Blixen analizza attraverso il cibo, vero e proprio mezzo di trasmissione di norme e valori e quindi di cultura, è lo scambio di informazioni che intercorre fra colui che ospita e l’ospite stesso. Inserito nell’offerta culturale che da quest’anno caratterizza Friuli Doc, il laboratorio alla Nico Pepe offre un altro elemento di stimolo poiché il testo sul quale è imperniato, è il medesimo del reading proposto da Vicino/Lontano con Lella Costa quale protagonista.

«Il pranzo di Babette» fu scritto da Karen Blixen negli anni ’50
Siamo alla fine dell’800; in un remoto paesino della Norvegia, due anziane signore vivono in religiosa frugalità insieme ai fratelli e alle sorelle che compongono la congregazione fondata dal loro genitore. Quella vita semplice e immutabile viene messa a repentaglio dall’arrivo di una profuga francese, Babette Hersant, costretta all’esilio perché ricercata dalla polizia. Pur temendo la straniera, lo spirito caritatevole induce le due sorelle ad accogliere la giovane, che resterà al loro servizio in cambio della sola ospitalità per ben 14 anni. Fin quando Babette vince una grande somma di denaro alla lotteria, ma invece di fare ritorno in patria, decide di spendere l’ammontare dell’intera vincita per cucinare e offrire alla piccola comunità che l’ha adottata un vero e indimenticabile pranzo francese.
Per Babette il pranzo è un dono, forse una rivincita, sicuramente un mezzo espressivo che le consente di creare un’altra realtà, in cui spirito e carne condividono lo stesso cibo, gli opposti si attraggono e gli estremi si toccano. Afferma così la sua identità d’artista ed estingue la propria diversità.

Per informazioni ed iscrizioni: Civica Accademia d’Arte Drammatica «Nico Pepe» di Udine - telefono 0432 504340;mail accademiateatrale@nicopepe.it,www.nicopepe.it