3 luglio 2020
Aggiornato 21:30
Cinema

Ozu Yasujiro per la prima volta in Fvg i sei capolavori restaurati

Anche a Udine il progetto che la Tucker Film ha dedicato al mitico maestro giapponese

UDINE – Dopo lo straordinario successo estivo, culminato nei sold out a Milano (Cinema Apollo e Anteo) e Roma (Nuovo Sacher di Nanni Moretti), il nuovissimo progetto della Tucker Film ha toccato finalmente le sponde regionali: stiamo parlando di Ozu Yasujiro – I sei capolavori restaurati, che la casa di distribuzione friulana ha messo a punto con la storica Shochikudi Tokyo e con FICE - Federazione italiana dei cinema d’essai.

Un evento culturale, prima ancora che cinematografico
La rassegna, che si è aperta a Cinemazero di Pordenone, sbarcherà al Visionario di Udine il 23 settembre. Assieme allo stesso "Fiori d’equinozio", dunque, gli spettatori friulani potranno finalmente ammirare in sala – a cadenza settimanale – "Tardo autunno2, "Il gusto del sake", "Buon giorno", "Viaggio a Tokyo", incoronato «miglior film della storia del cinema» da 350 registi di tutto il mondo, ed entro la fine dell’anno anche "Tarda primavera", il cui restauro sarà presentato in anteprima mondiale a New York il prossimo ottobre. Evento culturale, prima ancora che evento cinematografico, questo omaggio al mitico maestro giapponese riporta al cinema alcuni tra i titoli più amati e preziosi del vasto catalogo di Ozu (restaurati e digitalizzati dalla stessa Shochiku) e, in Friuli Venezia Giulia, unisce il percorso delle quattro colonne regionali (Cinemazero, Kinemax, Cappella Underground,Centro Espressioni Cinematografiche).

Il «cinema gentile di Ozu»
In occasione della rassegna, ricordiamo, è stato pubblicato il libro Ozu Yasujiro – "Autunno e primavera" a cura di Giorgio Placereani, edito dalla stessa Tucker Film (in collaborazione con il Far East Film Festival di Udine) e appena presentato a Pordenonelegge da Silvio Soldini e Dario Tomasi: 158 pagine con saggi inediti, sezioni critiche, interviste, un piccolo dizionario sui temi e sugli interpreti e, a corredo, le splendide illustrazioni di Franco Matticchio e Guido Scarabottolo. Il «cinema gentile di Ozu», come lo ha sapientemente definito Kiarostami, narra con delicatezza, ironia e uno stile puro, storie di vita familiare, rivelando una profonda comprensione delle cose umane e un’inimitabile capacità di rappresentarle con tratti essenziali. Essenziali e universali, nonostante sia ritenuto, in patria, «il più giapponese dei registi giapponesi».