Grida e insulti

Renzi contestato fuori e dentro il teatro

All’esterno c’era un drappello di autonomisti. All’interno il premier è stato accolto da un sonoro ‘buffone’. Critici anche M5S e Diego Navarria

La polizia tiene sotto controllo la protesta dei friulanisti (© )

UDINE – Non è stata tutta rose e fiori la visita del premier Matteo Renzi a Udine. Fuori dal teatro Giovanni da Udine, prima, durante e dopo l'intervento del Presidente del Consiglio, si è formato un drappello di friulanisti e autonomisti che se l’è presa non solo con Renzi, Serracchiani e Honsell, ma anche con chi è uscito dal teatro dopo aver ascoltato le parole del premier. Una cinquantina di persone tenute d’occhio da agenti in tenuta anti-sommossa.
Attimi di tensione si sono vissuti anche all’interno del teatro: dopo che Renzi è salito sul palco, accanto agli applausi, è volato un ‘buffone’ dal loggione, con gli agenti della Digos che hanno subito provveduto ad allontanare gli spettatori più 'rumorosi'. 

Ci sono poi state le prese di posizione di Movimento 5 Stelle e dell’Assemblea della Comunità Linguista Friulana. I grillini eletti in Consiglio regionale (Cristian Sergo, Elena Bianchi, Ilaria dal Zovo, Andrea Ussai, Eleonora Frattolin ) hanno criticato la scelta di visitare la sede del Gruppo Danieli di Buttrio. «Non siamo certi che a Roma arrivino certe notizie, quindi ci teniamo a ricordarle che in questi giorni è iniziato il processo per una maxi frode fiscale che vede coinvolti i vertici del Gruppo Danieli e altri sei manager della società Danieli Officine Meccaniche. Ma non è tutto – aggiungono i consiglieri del M5S –. Infatti, lei è anche protagonista dell'inaugurazione del nuovo impianto di rotoforgia presso le Acciaierie Bertoli Safau (Abs) di Cargnacco, un investimento di ben 200 milioni di euro. Nel tempo Danieli ha sempre sostenuto che questo impianto sarebbe stato realizzabile solo grazie all'elettrodotto di Terna tra Redipuglia e Udine Ovest». Un’opera quest’ultima, molto criticata, ancor di più dopo lo stop arrivato dal Consiglio di Stato.
«Francamente – concludono i grillini – siamo dispiaciuti del fatto che abbia scelto di visitare l'acciaieria di Buttrio e non la Ferriera di Trieste, dove da decenni i cittadini lottano per veder garantito un principio costituzionalmente riconosciuto, quello alla salute e invece sono costretti a subire un inquinamento devastante, certificato dai numerosi superamenti dei limiti di legge per quanto riguarda le PM10 in quel quartiere».

Critiche sono giunte anche da Diego Navarria, presidente dell’Assemblea della Comunità Linguista Friulana. «Se la minoranza friulana (che in Regione è maggioranza) è pienamente riconosciuta dalle leggi, non lo è di fatto nella pratica poiché né il Governo da Lei presieduto, né l’Amministrazione regionale mette in atto le azioni necessarie per la sua tutela e valorizzazione, non garantendole nemmeno parità di diritti rispetto ad altre minoranze, come stabilito dalla Costituzione della Repubblica. I campi in cui si è manifestata finora l’azione di minorizzazione della lingua sono molteplici – chiude -. Possiamo citare gli interventi nella scuola e in genere nella politica linguistica dove le azioni non sono impedite di diritto ma di fatto quasi bloccate da finanziamenti corrispondenti a briciole infinitesimali del bilancio». Navarria ha messo in evidenza anche le discriminazioni subite dal friulano a causa dell’Italicum e della riforma della Rai.