Se ne è parlato in un convegno dell’Anffas

A Udine e provincia in aumento le nomine di un amministratore di sostegn

Attualmente il 95% dei beneficiari dell’amministratore di sono anziani o persone con disabilità

Il tavolo dei relatori (© )

UDINE - Nel 2014, ovvero da quando non è più obbligatoria l’assistenza del legale per avviare il procedimento, sono state 6000 le pratiche avviate nel Tribunale di Udine per la nomina di un amministratore di sostegno per persone in condizioni di fragilità contro le 2200 del 2013. Un dato in aumento nella provincia di friulana anche grazie al prezioso lavoro di sportelli dedicati presenti a Udine, Cervignano, Palmanova, Tolmezzo e Gemona che informano e forniscono supporto ai cittadini nella compilazione e presentazione della domanda per la nomina di un amministratore di sostegno e nei successivi rapporti con il Tribunale. Ma la strada è ancora in salita, come è emerso nel convegno di oggi dal titolo «Ma chi è e cosa fa l’amministratore di sostegno» organizzato dall’Anffas (associazione di famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale) Udine e il Centro Servizi Volontariato del FVG – in collaborazione con l’Anffas Onlus FVG, l’associazione Oltre Lo Sport Udine, l’associazione Tetraparaplegici FVG, l’A.N.Fa.Mi.V. Udine - nella sala Convegni della Fondazione CRUP a Udine.

Una figura davvero importante
«Attualmente il 95% dei beneficiari dell’amministratore di sostegno – ha spiegato Antonio Bondavalli, responsabile del centro Infohandicap FVG gestito da Hattiva Lab che si occupa degli sportelli dell’ambito distrettuale di Udine e di Cervignano del Friuli – sono anziani o persone con disabilità. Eppure l’amministratore può essere una figura davvero importante anche per chi, a esempio, si deve sottoporre a un delicato intervento chirurgico oppure per i genitori anziani di una persona con disabilità che vogliono già individuare un amministratore di sostegno per quando non ci saranno più. A Udine, dove lo sportello esiste dal 2013, si sono rivolte allo sportello 486 persone – per la maggior parte familiari di queste persone con fragilità – nel 2014 e 263 persone nei primi sei mesi del 2015, mentre a Cervignano e Palmanova, con gli sportelli attivi solo da dicembre 2014 ci sono stati 61 accessi nei primi 5 mesi di attività».

Una figura sempre più strategica
Anche Elena Beorchia, presidente dell’Anffas Alto Friuli Onlus, ha testimoniato l’importante lavoro degli sportelli sull’amministratore di sostegno presenti a Tolmezzo e Gemona: «Gestiti da Anffas Alto Friuli e Anteas FVG, che si occupa di solidarietà e assistenza anziani, gli sportelli attivi da dicembre 2014 offrono un prezioso aiuto per assistere i cittadini nelle pratiche da presentare per la domanda di nomina dell’amministratore di sostegno. Per raggiungere più famiglie possibili nelle diverse località del nostro vasto territorio abbiamo poi svolto serate informative e partecipato alle assemblee dei sindaci presentando la figura dell’amministratore di sostegno». Una figura sempre più strategica, come ha spiegato Gianfranco De Robertis, consulente legale dell’Anffas nazionale: «Occorre creare per la persona con fragilità, e in particolare per la persona con disabilità intellettiva o relazionale, un progetto personalizzato, un «vestito su misura» dove l’amministratore di sostegno, che può essere un familiare, un conoscente o un volontario, ha il delicato compito di dialogare con il beneficiario comprendendo i suoi bisogni senza limitare la sua libertà. In prospettiva futura bisogna poi sempre più promuovere la self advocacy delle persone con disabilità che devono autorappresentarsi. Ecco perché, in quest’ottica e seguendo i principi sanciti dalla Convenzione ONU, l’interdizione va assolutamente abrogata».

La questione è molto delicata perché si tratta di riformare molti articoli
Proprio questo è uno degli attuali cavalli di battaglia di Paolo Cendon, professore ordinario di diritto privato all’università degli studi di Trieste nonché artefice della legge n.6/2004 (ma la prima bozza «Cendon» risale al 1986) che ha introdotto la figura dell’amministratore di sostegno. «L’interdizione purtroppo è rimasta vigente nonostante annulli alcuni tra i diritti fondamentali della persona. Mi sto impegnando, insieme a un gruppo che coordino, per far sì che venga eliminata dal Codice Civile ma la questione è molto delicata perché si tratta di riformare molti articoli in cui viene citata. Nel frattempo, invito chiunque – e in particolare le associazioni come l’Anffas  - alla sensibilizzazione su questo tema». Un invito raccolto subito dalla presidente dell’Anffas Udine Maria Cristina Schiratti che riveste anche il ruolo di consigliere nazionale dell’Anffas: «Insieme al presidente nazionale Roberto Speziale continueremo a sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica su questo tema». 

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