Boom di visitatori

"Gemona, formaggio… e dintorni": oltre 25 mila presenze

La manifestazione ha messo insieme infatti due facce di una stessa medaglia: la zootecnia da un lato, la produzione lattiero-casearia dall’altro, offrendo ai visitatori uno spaccato sul comparto che in regione non ha eguali

Uno dei momenti della manifestazione (© )

GEMONA DEL FRIULI - Cala il sipario sull’edizione 2015 di "Gemona, formaggio… e dintorni». Con gli ultimi appuntamenti, su tutti il concorso delle razze, si è infatti conclusa la tre giorni che nella città pedemontana ha visto ancora una volta andare a braccetto associazione allevatori del Fvg e Pro Glemona che hanno realizzato con il sostegno del Comune e la collaborazione di una lunga fila di associazioni - Ersa e Crita tra le altre - una kermesse ricca di proposte. E di visitatori.

Oltre 25 mila le persone stimate
Nei tre giorni, baciati dal bel tempo, hanno affollato il centro pedemontano numerosi curiosi e appassionati richiamati dai formaggi ma anche dalla grande stalla ospitata nel parcheggio multipiano con le sue quasi 100 vacche. La manifestazione ha messo insieme infatti due facce di una stessa medaglia: la zootecnia da un lato, la produzione lattiero-casearia dall’altro, offrendo ai visitatori uno spaccato sul comparto che in regione non ha eguali. «Siamo molto contenti di com’è andata quest’anno - commenta il presidente dell’AaFvg, Renzo Livoni -. Aver anticipato di un mese la manifestazione ha pagato così come ha pagato anche la scelta di rendere i nostri giovani degli istituti agrari protagonisti degli spazi gestiti dall’associazione». Giovani «al centro» per due ragioni. «Per insegnar loro a essere consumatori informati - spiega Livoni - e per avvicinarli al mondo della zootecnia, creando quel ponte tra la scuola e le imprese , anche agricole, che troppo spesso manca. Qui a Gemona abbiamo iniziato a lavorarci e devo dire che la risposta sia del pubblico che dei ragazzi è stata entusiasta». «I 40 posti a sedere nello spazio degustazioni «sono stati tutti occupati - riferisce il direttore dell'associazione, Andrea Lugo -. E i ragazzi degli istituti agrari e alberghieri, come consumati chef, sono stati all'altezza della situazione mostrandoci che non dobbiamo affatto temere il futuro. Con queste grintose e capaci nuove leve il Friuli può tranquillamente guardare con serenità alle sfide che lo aspettano».