Nessun contatto con gli avvocati che difendono la riforma

I sindaci «dissidenti» si scagliano contro stampa, Tar e Regione

Si alza il livello dello scontro sulla riforma degli enti locali. La scintilla che fa imbestialire i primi cittadini è un articolo del Messaggero Veneto che indica in 100 mila euro il «costo» del ricorso contro le Uti per le tasche dei cittadini. In realtà le spese legali non raggiungono i 30 mila euro

I sindaci ricorrenti in conferenza stampa (© )

UDINE – Si alza il livello dello scontro sulla riforma degli enti locali. I sindaci che hanno impugnato il testo della legge Panontin (56 in tutto, a cui si aggiungono altri quattro enti che si muovono in maniera autonoma) si sentono attaccati e quindi reagiscono scagliandosi contro il Messaggero Veneto, contro l’assessore Paolo Panontin, contro il Tar del Fvg.

I 100 mila euro e l’incontro informale tra le parti
La scintilla che fa imbestialire i primi cittadini è un articolo del quotidiano del Gruppo Espresso, che indica in 100 mila euro il ‘costo’ del ricorso contro le Uti per le tasche dei cittadini, rivelando il mancato intervento dei legali dei ricorrenti (Enrico Bulfone e Teresa Billiani) duranteun incontro informale promosso dagli avvocati della Regione per trovare un accordo prima del pronunciamento del Tar. Apriti cielo. «Ma di che cosa stiamo parlando? Nulla di più falso – scrivono in una nota i sindaci ricorrenti, guidati da Piero Mauro Zanin, Renato Carlantoni e Pierluigi Molinaro, che nella giornata di mercoledì hanno convocato una conferenza stampa a cui sono accorsi una ventina di sindaci e il presidente della Provincia Pietro Fontanini –. Un vero colpo basso, del tutto inaccettabile, che mira solo a gettare discredito sulla legittima azione promossa dai 56 sindaci che si ritengono lesi nella loro dignità istituzionale e personale da un’informazione lontana da qualsivoglia etica e parzialità».
A questo proposito, Bulfone e Billiani assicurano di non aver mai ricevuto alcuna comunicazione o convocazione da parte dei legali della Regione, e nemmeno dal presidente del Tar. «Poiché non è stata celebrata alcuna udienza avente a oggetto i ricorsi – continua la nota – dobbiamo immaginare si sia tenuto un simpatico e informale convivio presso il salotto del presidente del Tar con gli avvocati della Regione». Per i sindaci, che pretendono una spiegazione da parte del presidente del Tar Zuballi, l’unico luogo deputato a discutere del ricorso è e dovrà essere l’aula giudiziaria.

Il nodo dei costi
Zanin, Carlantoni e Molinaro, nel corso della conferenza stampa, ribadiscono il costo del ricorso, che, per le spese legali, è pari a 28 mila euro (500 euro per ognuno dei 56 Comuni, con alcuni degli amministratori che hanno pagato la quota di tasca propria). «Perché nessuno parla degli oltre 18 milioni di euro che i cittadini pagheranno per questa riforma? – si chiedono i sindaci –. Noi non ci facciamo intimidire. Siamo uniti e uniti proseguiremo nella nostra azione di libertà e civiltà. Siamo ‘sindaci liberi’».
Per i ricorrenti sarebbe in atto una vera e propria azione per screditare l’azione dei sindaci, ora che la Regione pare essere in difficoltà, con l’assessore Panontin sempre più in bilico e con la riforma che, con tutta probabilità, sarà rinviata dal primo gennaio 2016 a dopo la metà dell’anno. «La Regione ha paura – chiude Igor Treleani, sindaco di Santa Maria La Longa – E’ il momento di chiedere le dimissioni dell’assessore Panontin, pagato dai cittadini per fare solo pasticci».