Concorrenza sleale

«A rischio la laurea in Scienze motorie di Gemona»

A intervenire è il vice presidente di Autonomia Responsabile, Roberto Revelant, contrario al Disegno di Legge n. 117 elaborato dalla giunta Serracchiani

La sede di Scienze motorie a Gemona (© )

GEMONA - «Lo avevo denunciato a marzo, ma se allora era solo una preoccupazione, ora invece il mio campanello d’allarme si concretizza con il Disegno di Legge n. 117 elaborato dalla giunta Serracchiani, nel ‘Testo unico in materia di sport e tempo libero’, che di fatto depotenzia il ruolo e le funzioni di chi si iscrive, studia per anni, investe ingenti risorse economiche e temporali per laurearsi in Scienze Motorie e Scienza dello Sport». A intervenire è il vice presidente di Autonomia Responsabile, Roberto Revelant, contrario alla proposta della giunta Serracchiani. «Dopo quello che si è visto con l’ospedale, con le Uti, con la messa in sicurezza del colle del Castello, e ora con l’Università – aggiunge il consigliere – non c’è ombra di dubbio che questa giunta stia facendo di tutto, e ci riesce pure bene purtroppo, per lasciare un segno negativo come non mai per Gemona. I simboli della ricostruzione vengono demoliti da scelte irresponsabili da questo governo di sinistra».

Un disegno di legge, che per Revelant, può mettere a rischio l’esistenza stessa dei corsi di laurea. «Prima c’è stata la promessa non mantenuta di finanziare in assestamento i corsi di laurea di Scienze Motorie e Scienza dello Sport, ora con il Disegno di Legge n. 117 arriva il colpo di grazia che può mettere a rischio l’esistenza dei corsi stessi, vanificando gli investimenti fatti in tutti questi anni dalle diverse amministrazioni comunali e regionali succedutesi nel post sisma, che hanno cercato di consolidare i rapporti e valorizzare la struttura universitaria con sede a Gemona».
In pratica la nuova proposta di legge vuole introdurre una nuova figura, qualificata attraverso un semplice corso, per il controllo delle attività motorie per la sicurezza dei praticanti nell’ambito delle strutture destinate a tali attività, di fatto alternativa al soggetto laureato in scienze motorie o al soggetto laureato Isef.«E’ evidente – continua Revelant- la concorrenza ‘sleale’ nei confronti di chi invece si laurea dopo anni di studi e percorsi professionali e di specializzazione. Poi ci si chiede magari come mai i nostri laureati se ne vogliano andare all’estero a cercar maggiori soddisfazioni, non vedendosi riconoscere le proprie competenze nel Paese d’origine».