Enti locali

La «guerriglia» dei sindaci funziona: la Regione fa slittare le UTI

La giunta decide di prorogare di 120 giorni l'avvio della riforma. Panontin se la prende con i 'dissidenti', Riccardi lancia un appello alla giunta: «Fermatevi sulle Uti, altrimenti il rischio è quello che salti l'intero sistema degli enti locali»

E' scontro tra Regione e sindaci sulle Uti (© )

UDINE – Con le azioni di guerriglia difficilmente si vincono le guerre. Però si possono portare a casa battaglie epiche. Un po’ quello che sta accadendo ai sindaci che impugnando la riforma delle autonomie locali stanno mettendo in grossa difficoltà la Regione. La giunta regionale, infatti, ha deciso di prorogare di 120 giorni l’avvio della riforma, facendola slittare almeno fino alla metà del 2016.
Una situazione che da un lato fa andare su tutte le furie l’assessore Panontin (sempre più in bilico proprio a causa delle Uti), che se la prende con i sindaci ‘dissidenti’, dall’altra fa uscire alla scoperto il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Riccardo Riccardi, che si appella al buon senso della maggioranza per scongiurare ulteriori scontri istituzionali.

Le ragioni di Panontin
«La rimodulazione dei termini è resa necessaria da un atteggiamento ostruzionistico da parte di alcuni Comuni. Si sta verificando un fatto molto grave che i cittadini devono comprendere». A dirlo è l’assessore Paolo Panontin, che intende chiarire le ragioni di un emendamento al disegno di legge sulla programmazione e norme finanziarie urgenti, con il quale si intende prorogare di quattro mesi l'avvio delle Unioni territoriali intercomunali. «Non è in discussione il diritto di alcune amministrazioni di impugnare la delibera del piano di riordino – evidenzia Panontin – quello che si sta verificando è una vera e propria guerriglia giocata sul piano giudiziario. Lo scopo - spiega - non è quello di rimettere nelle mani del Tar la soluzione di una discussione che dovrebbe invece trovare sede nelle aule della politica, bensì quella di prorogare lo stato di incertezza in cui i ricorrenti hanno cacciato tutte le amministrazioni comunali di questa regione».
Per Panontin la Regione vuole soltanto «consentire al Tar di esprimersi celermente e serenamente togliendo al collegio giudicante questa indebita pressione».

La posizione di Riccardi
«Sconcertante. Non c'è altro aggettivo per definire quanto deciso dalla giunta sulle Uti attraverso l'emendamento che rimuove in pratica per legge gli elementi di possibili ricorsi dei sindaci, prorogando di 120 giorni l'avviamento delle Unioni stesse. Mi pare chiaro che il tentativo è di non attuare quella legge che noi abbiamo contestato con forza: vogliono evitare l'invio dei commissari, atto troppo pericoloso, sia giuridicamente che politicamente». L'affermazione è del capogruppo di Forza Italia, Riccardo Riccardi. «Quello che noi chiediamo - aggiunge Riccardi - è di dare il giusto tempo ai Comuni per fare tutto ciò che è necessario per partire con le Uti. 120 giorni non basteranno perché, come hanno sostenuto diversi sindaci favorevoli alla riforma, ci vorrebbe almeno un anno. Quindi, se non vogliono ritornare in Aula la prossima primavera con la settima versione della legge – chiude –  il centrosinistra non ignori le nostre parole, facendo tesoro della brutta figura che si sarebbe risparmiata se ci avesse ascoltato un anno fa». Da qui l’appello al buonsenso rivolto alla maggioranza di centrosinistra: «Fermatevi sulle Uti, altrimenti il rischio è quello che salti l'intero sistema degli enti locali del Friuli Venezia Giulia».