Servono attenzione e prevenzione

Effetti 'indesiderati' dei cosmetici: conclusa la campagna di sensibilizzazione

l tema è stato sviscerato dal professor Luigi Stinco, direttore della clinica dermatologica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria del ‘Santa Maria della Misericordia’, all’evento conclusivo dalla campagna ‘La salute ci fa belli’, promossa dalla Aas numero 4 del Fvg

Il professor Luigi Stinco (© )

UDINE - La disciplina della ‘cosmetovigilanza’ è agli albori, ma in questa fase può risultare determinante una cultura dell’attenzione e della prevenzione. Il tema è stato sviscerato a Udine dal professor Luigi Stinco, direttore della clinica dermatologica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria del ‘Santa Maria della Misericordia’, intervenuto per l’evento conclusivo dalla campagna ‘La salute ci fa belli’, promossa dalla Aas numero 4 del Friuli Venezia Giulia per sensibilizzare la popolazione regionale sul tema degli effetti indesiderabili dei prodotti di cosmesi.

Servono attenzione e prevenzione
«Al momento, come invece accade per i farmaci – ha chiarito il professor Stinco – la valutazione degli effetti dei cosmetici è ancora in una fase embrionale. Non ci sono degli studi approfonditi o delle raccolte significative di con carattere scientifico. Si possono considerare solamente esperienze personali, di singoli professionisti. Per questo motivo è importante dare un peso specifico a questa disciplina, in modo che in futuro si possa creare una cultura dell’attenzione e della prevenzione, cosa che ancora, purtroppo, manca. Gli effetti di un uso di prodotti scadenti o tossici non sono da sottovalutare. Si va da semplici dermatiti a lesioni più gravi».
Il riferimento è alla disciplina della ‘cosmetovigilanza’, cioè all’insieme delle attività per la raccolta e la gestione delle segnalazioni di effetti indesiderabili attribuibili all’uso di un cosmetico.

La salute ci fa belli
La campagna ha fatto luce sulle diverse problematiche che affliggono il settore, condizionato dalla difficoltà dei controlli, dovendo ricorrere a un complicato monitoraggio del mercato dei cosmetici (vale a dire tutto ciò che applichiamo sulle superfici esterne del corpo e che non ha carattere terapeutico). Nel nostro territorio le Aas della Regione Fvg, nel periodo dal 2010 al 2013 (quando era ancora in vigore la vecchia normativa in materia), hanno effettuato 33 ispezioni, così suddivise: 4 nell'Ass n.1, 7 nell'Ass n. 2, 16 nell'Ass n. 4 e 6 nell'Ass n. 6 (dati trasmessi dalla Direzione centrale salute al Ministero della Salute). La maggior parte delle analisi ha dato esito favorevole. Nel 12% dei casi sono state riscontrate infrazioni, a seguito delle quali sono state contestate 12 sanzioni amministrative. Considerando il cambio di normativa (a luglio del 2013), che ha trasferito il controllo dalla produzione (una ventina i centri che si occupano di questo mercato in regione, di cui tre grandi) all’etichetta, il lavoro di monitoraggio si è moltiplicato in maniera esponenziale, divenendo di fatto proibitivo, avendo allargato il campo d’azione a tutti i luoghi in cui è possibile acquistare un prodotto cosmetico. 

I numeri della campagna
Sono stati oltre un migliaio i questionari compilati: 400 dalla popolazione generale (all'interno di market e farmacie delle 4 province regionali, 100 per ogni capoluogo), 100 nei negozi etnici - 25 per provincia , 100 nelle associazioni per gli stranieri a Udine, 100 face to face, dedicati solamente alla fascia giovanile, all'esterno di profumerie e negozi, 300 in castello durante la notte bianca del 4 luglio e 150 compilati direttamente sul sito www.lasalutecifabelli.it