Immigrazione

Il Fvg torna al centro della 'rotta balcanica'

L'allarme lanciato dal Sap dopo che la Germania comincia a respingere i migranti non siriani. Negli ultimi giorni, in Friuli, sono arrivati 181 migranti

I migranti 'spingono' ai confini balcanici (© )

UDINE – Rischia di tornare critica la situazione sui confini del Friuli Venezia Giulia. Dopo qualche mese di pausa, stanno riprendendo gli arrivi di migranti e, stando a quanto accade nelle vicine Austria, Slovenia e Croazia, il peggio deve ancora venire. Gruppi di pakistani e afghani che, respinti dalla Germania (che accetta solo profughi di guerra), si stanno riversando verso il Friuli, raggiungendo i capoluoghi di Udine e Gorizia. In soli tre giorni, come riferisce il Sap, il Sindacato autonomo di polizia, ne sono arrivati 181: 56 in Questura a Udine, 90 a Gorizia e 35 fermati direttamente a Tarvisio.

I timori del Sap
«Gli arrivi di questi giorni – spiega Olivo Comelli, segretario regionale del Sap – rappresentano un cambiamento rispetto a quanto successo negli ultimi mesi: cittadini afgani e pakistani, infatti, confermano nelle dichiarazione fatte all’atto dell’identificazione che i ‘rubinetti’ tedeschi si stanno chiudendo per chiunque non arrivi dalla Siria, e che proprio dalla Germania sarebbero stati rimpatriati. Negli ultimi 15 giorni – mette in evidenza – in Slovenia sono entrati più di 130 mila immigrati. E’ chiaro che se le maglie tedesche dovessero essere ristrette solo a favore di chi scappa da scenari di guerra, il Friuli Venezia Giulia rappresenterebbe per tutti gli altri la speranza del luogo dove chiedere la protezione (internazionale, sussidiaria o umanitaria) e ottenere il ‘lasciapassare’ per rimanere in Europa».

Servono rinforzi ai confini
«Un conto è gestire (già a fatica) l’arrivo di 30/40 persone in un giorno – continua Comelli –. Cosa diversa sarebbe gestirne 300/400 o addirittura qualche migliaia al giorno, mantenendo però inalterate tutte quelle funzioni ordinarie del controllo del territorio e tutte quelle attività di istituto che gli operatori di polizia stanno garantendo quotidianamente e che senza l’arrivo di rinforzi, sarebbero fortemente compromesse se non impossibili da assicurare».