Il capoluogo è diventato un dormitorio

Udine: ci sono i migranti, manca lo Stato

Decine di disperati accampati nei sottopassi della stazione, nei parchi e sotto le pensiline a lato delle strade. A dare coperte e qualche biscotto ci sono solo i volontari della onlus 'Ospiti in Arrivo'. Il commento di Duriavig (Sel): «E' la sconfitta delle istituzioni»

I migranti accampati nei sottopassi di Udine (© )

UDINE – «Dov’è lo Stato stasera? Quello che vedo è una sconfitta per le nostre istituzioni». Marco Duriavig, coordinatore regionale di Sel, martedì sera si trovava in uno dei sottopassi della stazione ferroviaria, occupati dai migranti che, a decine, stanno arrivando a Udine. «Ne arrivano di continuo – afferma – alcuni li ho visti scendere dal treno da Tarvisio. Altri entrano direttamente dalla strada. Qui però non c’è nessuno a rappresentare lo Stato, le istituzioni, e a farsi carico del problema. Ci sono solo i cittadini volontari dell’associazione ‘Ospiti in Arrivo’. La situazione sta diventando insostenibile – aggiunge – le istituzioni hanno il dovere di intervenire».

Fuori, per le strade, c’è poco movimento. Sono da poco passate le 21. Basta però cercare i luoghi più riparati, coperti, e ci si imbatte in gruppi di disperati ammassati e rannicchiati. Qualcuno ha un sacco a pelo, altri una coperta. C’è chi ha solo una maglietta e uno zaino. Uno è senza scarpe, scalzo. Quello che si vede nel sottopasso principale della stazione ferroviaria di Udine lo si può vedere anche negli altri sottopassi della città, nei parchi Moretti e del Cormor, sotto le pensiline davanti al cimitero. Afghani e pakistani per lo più, tutti con lo sguardo perso nel vuoto. L'aria, in certi punti, è irrespirabile. A loro, martedì sera (come altre volte) ci hanno pensato i volontari della onlus ‘Ospiti in Arrivo’: distribuiscono coperte, qualche biscotto e informazioni su dove potersi lavare e dove mangiare il giorno successivo. In stazione arrivano gli ultimi treni della giornata e i passeggeri sono costretti a passare tra i migranti stesi a terra mezzi addormentati. Non c’è un rappresentante delle forze dell’ordine, non c’è la Protezione civile o la Croce Rossa. Uno scenario che si ripresenta ogni sera, da giorni, senza che nessuno riesca a porvi rimedio.

«Chiederemo l’intervento della Prefettura e della Regione – aggiunge Duriavig –. Non si può continuare così, per il bene di queste persone ma anche della nostra città. In questo sottopasso c’è la dimostrazione di come i cittadini possano sopperire alla mancanza dello Stato, ma cose del genere non dovrebbero accadere. Le istituzioni hanno il dovere di organizzare un sistema di accoglienza strutturato. Quando comincerà a fare davvero freddo cosa succederà? La politica – conclude – deve dare una risposta immediata».