Mostre, libri, presentazioni

La Snia Viscosa raccontata nella sua company town Torviscosa

Appuntamento venerdì 13, sabato 14 e domenica 15 novembre con l’iniziativa ‘Quando l’Italia aveva le fabbriche’, organizzata dal Comune di Torviscosa in collaborazione con le aziende insediate nello storico stabilimento industriale

La città di Torviscosa (© )

TORVISCOSA – Appuntamento venerdì 13, sabato 14 e domenica 15 novembre con l’iniziativa ‘Quando l’Italia aveva le fabbriche’, organizzata dal Comune di Torviscosa in collaborazione con le aziende insediate nello storico stabilimento industriale, con l’obbiettivo di promuovere la conoscenza della storia dell’impresa in Italia e in particolare quella della Snia Viscosa, a cui Torviscosa deve il nome, ma soprattutto la propria esistenza.
In programma, visite guidate all’interno dello stabilimento industriale, due mostre documentarie, una presentazione-spettacolo del Poema di Torre Viscosa di F.T. Marinetti, a cui sono ispirati, infine, anche aperitivi e degustazioni ‘futuristi’. La visita allo stabilimento, in particolare, sta segnalando un grandissimo interesse (oltre 600 prenotazioni in 6 giorni) e pertanto il consiglio è quello di prenotare al più presto. Le prenotazioni si fanno esclusivamente online. Informazioni sul sito del Comune o sulla pagina Facebook.

‘Quando l’Italia aveva le fabbriche’: tra libri e immagini
Si inizia venerdì sera con la presentazione del libro di Massimo de Liva Friûleconomy. 70 anni di libero mercato raccontati dai friulani per proseguire la mattina dopo con l’inaugurazione delle due mostre documentarie. La prima, che dà il titolo all’intera iniziativa, è Quando l’Italia aveva le fabbriche’: una mostra fotografica costruita sulle immagini digitalizzate delle fotografie che Vincenzo Aragozzini fece ai tanti stabilimenti che la Snia aveva un po’ dovunque in Italia rappresentando vari aspetti del lavoro e della vita aziendale. La collezione di lastre fotografiche, che la Caffaro S.rl. in a.s. ha da poco affidato al Comune di Torviscosa, sarà presto completamente digitalizzata dalla Gallo Pomi Servizi, azienda leader in Italia in questo settore, grazie al sostegno finanziario della Fondazione Bracco.
Le fotografie degli stabilimenti Snia fanno da corredo ai 26 plastici, tutti di notevoli dimensioni, che il CID conserva da oltre cinquant’anni e che rappresentano la realtà produttiva della SNIA in Italia alla fine degli anni ’50.

Il futurista Marinetti e Torre Viscosa
La seconda esposizione, intitolata ‘Filippo Tommaso Marinetti a Torre Viscosa’ è dedicata invece ai rapporti del poeta futurista con la Snia Viscosa e in particolare con il suo presidente Franco Marinotti, che all’epoca della fondazione della cittadina commissionò al poeta la stesura del Poema di Torre Viscosa. La mostra presenta i documenti che il Comune ha richiesto alla Beinecke Library, la prestigiosa biblioteca della Yale University, che comprendono lettere di Marinetti e prime bozze manoscritte del poema.
Stesso titolo anche per la serata di sabato, inserita nel programma ‘L’impresa va in scena’, il tema scelto da Confindustria per la XIV Settimana della Cultura d’impresa. La lettura teatralizzata delle lettere e del poema è affidata a Giuseppe Bevilacqua, direttore artistico del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, che collabora all’evento, affiancato per l’accompagnamento musicale dal Gruppo vocale femminile Polivoice.
L’appuntamento davvero imperdibile per gli appassionati di archeologia industriale è però con le visite guidate all’interno dello stabilimento: si potranno vedere da vicino gli edifici industriali storici dell’impianto cellulosa, risalenti al 1938 e 1940 e le due torri Jensen dette ‘littorie’, perché ripropongono esternamente la forma dei fasci. All’epoca, Torviscosa fu inaugurata in grande stile alla presenza di Mussolini e celebrata come un grande successo industriale e del regime. In realtà, l’analisi della documentazione archivistica che il Comune di Torviscosa ha riordinato e sta studiando in questi anni, grazie a un finanziamento europeo, dimostra che l’impresa autarchica fu piuttosto fallimentare.

Aperitivi e menu ispirati al futurismo
A margine dell’iniziativa, bar e trattorie del luogo propongono ‘polibibite’, nome con cui i futuristi chiamavano gli aperitivi di loro invenzione, e menu sulla base di ricette originali degli anni Trenta, ricavate da alcune pubblicazioni dell'epoca.
Si potranno così assaggiare le polibibite Casuale e Girotondo, rispettivamente a base di Martini e Strega e di Barbera, Campari e cedrata, oppure l’analcolico Bollicine di pomodoro. Pranzi e cene, invece, con alcune ricette d'autore come il ‘sugo alla Marinetti’, con cui il capo cuoco nelle Reali Cucine Amedeo Pettini vinse, nel 1930, il concorso indetto da ‘La cucina italiana’ per il miglior sugo per la pasta. Filippo Tommaso Marinetti, nonostante sostenesse che la pasta non era un alimento adatto agli italiani, apprezzò la ricetta di Pettini che di conseguenza gliela dedicò. C'è poi il ‘risotto alla Pascoli’, ricetta ricavata da una poesia che Giovanni Pascoli invia ad un amico nel 1930, nella quale celebra il risotto con i fegatini della sorella Mariù.