Riconoscimnento a Moroso e Valdi

Cultura, “saper fare”, scuola, fiducia: le parole della ripresa

Cerimonia al Giovanni da Udine per le 62esime Premiazioni della Cciaa di Udine, alla presenza, ospiti del presidente Cciaa Da Pozzo, di Honsell, Fontanini, Serracchiani, Lo Bello e Cerno

Le premiazioni della Cciaa (© )

UDINE - Cultura, ‘saper fare’ di imprese e lavoratori, scuola. E fiducia. Quasi degli hashtag. Sono i cardini che consentiranno all’Italia e al Fvg di costruire una nuova ripresa, dopo la crisi più lunga e più destabilizzante del periodo repubblicano. A richiamarli sono stati tutti i rappresentanti delle istituzioni che mercoledì pomeriggio, sul palco del Teatro Giovanni da Udine, hanno accompagnato la consegna di quasi 50 onorificenze per la 62esima Premiazione del Lavoro e Progresso economico, cerimonia clou della Camera di Commercio per rendere merito a lavoratori, imprese e imprenditori, studenti e scuole, per il loro impegno, il talento, i risultati raggiunti.
Una cerimonia che si è aperta con un minuto di raccoglimento in ricordo di tutte le vittime del terrorismo e con la fanfara della Brigata Julia che ha intonato, subito dopo, l’Inno alla gioia, inno alla speranza per un’Europa che mai come ora si ritrova scossa pesantemente su più fronti.

Ospiti del presidente della Cciaa Giovanni Da Pozzo, riuniti a salutare e omaggiare i premiati, anche il sindaco di Udine Furio Honsell, il presidente della Provincia Pietro Fontanini, oltre alla presidente della Regione Debora Serracchiani e all’ospite d’onore, il presidente dell’Unioncamere nazionale Ivan Lo Bello.
Da Pozzo ha introdotto la cerimonia, ispirata ad Arturo Malignani, di cui quest’anno ricorrono i 150 anni dalla nascita. Un personaggio simbolo del Friuli «di cui ci è piaciuto ritrovare alcune delle caratteristiche di successo – ha spiegato Da Pozzo – nei nostri 41 premiati e nelle 5 Targhe dell’eccellenza», che quest’anno sono andate a0 Valdi Artico di Friul Filiere per l’internazionalizzazione, alla Saf - Autoservizi Fvg Spa per l’economia, a Patrizia Moroso per il design, alla Fondazione Aquileia per la cultura (targa ritirata dal direttore e dal presidente Zanardi Landi), alla Brigata Alpina Julia (ritirata dal generale Michele Risi) per le istituzioni.

La cerimonia, presentata da Marina Presello e con l’intervento di Natalie Norma Fella e Daniele Palmeri grazie alla collaborazione con l’Accademia Nico Pepe di Udine, ha visto due momenti di intervista, al presidente Da Pozzo e alla presidente Serracchiani, curati dal direttore del Messaggero Veneto Tommaso Cerno. «Se i segnali macroeconomici ci parlano di una prima ripresa – ha detto Da Pozzo, rispondendo alle domande del direttore – qui in Fvg la situazione è un po’ diversa: abbiamo sentito in ritardo crisi e ora tardiamo a vederla passare. Però, pur con tante criticità ancora evidenti, vedo che il sentiment degli imprenditori sta cambiando. Solo che una ripresa come la si intendeva una volta non si può più configurare, tutto è cambiato: non dobbiamo guardare indietro, ma capire che tutti i settori economici si sono trasformati e dobbiamo interpretare con occhi nuovi il futuro per ricalibrare la produzione e l’approccio stesso all’economia. Con un cambio di mentalità, e anche per questo stiamo lavorando come Friuli Future Forum, insieme a tante istituzioni e con il coordinamento scientifico dell’Ocse, per preparare il nostro sistema a una trasformazione culturale, perché le nostre imprese capiscano meglio come relazionarsi in un mondo sempre più globale continuando a rafforzare il legame col territorio».

E di cultura e soprattutto scuola e fiducia ha parlato anche il presidente Lo Bello nel suo intervento, al cuore della cerimonia. «La crescita del nostro Paese passa per le nostre imprese e per i nostri lavoratori, che sono un valore fondamentale e di qualità dell’Italia – ha detto –. In questi ultimi mesi abbiamo dovuto recuperare in fretta tutte le riforme non fatte in passato. Il Paese era un po’ ingessato, mentre oggi abbiamo un’idea di Paese, un’idea che ci aiuta anche nel contesto internazionale e ci vede recuperare una reputazione che si era anche deteriorata. Il nostro Paese – ha continuato il presidente Lo Bello – ha grandissima capacità di crescita e non ha ancora messo in campo il suo vero valore: costruire capacità, attrarre investitori stranieri, costruire capitale umano. Penso ai nostri giovani prima di tutto e il sistema scolastico è lo strumento più importante per la crescita del nostro Paese, assieme all’innovazione. Nella corsa all’innovazione, abbiamo bisogno sistema scolastico capace di cogliere questi cambiamenti».
Lo Bello si è soffermato anche sui primi segnali positivi, in particolare ribadendo che il Jobs act sta cominciando a dare frutti dal punto di vista occupazionale.

E proprio sull’occupazione è partita anche l’intervista di Cerno alla presidente Serracchiani, che ha evidenziato come stiano finalmente tornando a crescere gli occupati dopo anni di decrescita, che il Fvg è primo per contratti a tempo indeterminato e che siano diminuite di quasi il 30% le ore di cassa integrazione chieste nei primi 9 mesi dell’anno. «Pur con recessione fortissima – ha detto la presidente – cominciamo ad avere dati positivi. Siamo poi la prima regione italiana per percentuale di innovazione all’interno delle nostre imprese. E la fiducia, in tutto ciò, è ingrediente importante: sono momenti ancora difficili, ma questa regione ha capacità di risollevarsi».