Nel Tarvisiano

Rischio idrogeologico: nell'ex miniera di Cave 39 interventi

Sopralluogo nel comprensorio minerario di Cave del Predil della presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, insieme al commissario straordinario, Guglielmo Berlasso. Avviate opere per 3,5 milioni di euro

Prosegue la messa in sicurezza dell'ex miniera (© )

TARVISIO - «Uno degli interventi più importanti sul dissesto idrogeologico che stiamo attuando in regione volto a mettere in sicurezza l'area». Ad affermarlo è stata la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, nel corso  del sopralluogo nel comprensorio minerario di Cave del Predil, accompagnata dal commissario straordinario, Guglielmo Berlasso.
Un intervento che, secondo Serracchiani, prevede anche la bonifica e il recupero ambientale dei siti ex estrattivi minerari della miniera di Raibl a Cave del Predil.

Come è stato ricordato, il progetto, oggetto della ricognizione odierna, si inserisce all'interno dell'accordo di programma fra il ministero dell'Ambiente e la Regione Friuli Venezia Giulia finalizzato alla programmazione e al finanziamento di interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico. Ne sono previsti 39 di cui, quello specifico per la difesa e regimazione idraulica del Rio del Lago in località Cave del Predil, di importo pari a 3,5 milioni di euro.
Gli obiettivi previsti da raggiungere sono quelli volti a rendere stabile il piede dell'argine, garantendo da qualsiasi pericolo di crollo del rilevato causato dalle acque del torrente Rio del Lago, innalzare la quota di protezione arginale eliminando la possibilità di superamento della scogliera da parte delle acque di piena, limitare il flusso di acque di filtrazione oltre che riqualificare ambientalmente e paesaggisticamente gli argini dei bacini stessi.

Per mettere in atto queste misure, come ha sottolineato la  presidente, si sta realizzando una cortina continua di pali in cemento armato - in totale 1.300, di cui 180 già fissati – al piede dell'argine per tutta l'estensione dei bacini.
«I lavori sono iniziati in modo spedito - ha concluso Serracchiani - con macchinari avanzati e, se le condizioni meteorologiche ci sostengono, dovrebbero essere terminati presto».