60 mila accessi in un anno

Salute: riqualificato il Pronto Soccorso dell’ospedale di Udine

L'assessore Telesca: «Passo avanti significativo, guardando ai bisogni dei cittadini». Ci saranno 14 infermieri e quattro medici in pił, con l'aggiunta di 280 metri quadrati, che significano cinque nuovi ambulatori

Il pronto soccorso di Udine (© )

UDINE - Maggiori spazi a disposizione, più personale medico e infermieristico, un secondo 'triage' per meglio fronteggiare i picchi di afflusso, con la novità della figura dell'assistente di sala, per garantire il controllo dei più importanti parametri clinici delle persone in attesa. Al Pronto soccorso dell'ospedale di Udine si sono da poco conclusi rilevanti lavori di riqualificazione per migliorare la logistica, rendere più fluido e sicuro il lavoro del personale e di conseguenza ridurre i tempi di attesa dei pazienti, sia nella fase dell'accertamento delle problematiche che del trattamento.
«Un significativo passo avanti, un'altra tappa del lavoro che stiamo facendo per riorganizzare la nostra sanità, guardando sempre alle esigenze dei cittadini», ha commentato l'assessore alla Salute, Maria Sandra Telesca, che ha toccato con mano la nuova realtà organizzativa, accompagnata dal Commissario straordinario dell'Azienda ospedaliera, Mauro Delendi, dal direttore del Pronto soccorso e medicina d'urgenza, Rodolfo Sbrojavacca, e dalla dirigente infermieristica Maura Mesaglio.

«Abbiamo messo al centro dell'attenzione il tema dell'efficienza delle strutture di pronto soccorso, specie nelle grandi realtà ospedaliere, indirizzandovi opportuni investimenti e cominciamo a vedere i risultati», ha affermato l'assessore, evidenziando la «forte iniezione di personale», con 14 infermieri e quattro medici in più, l'aggiunta di 280 metri quadrati, che significano cinque nuovi ambulatori e un'altra area di attesa, nuove attrezzature e, soprattutto, «un grande sforzo di innovazione organizzativa», che tra l'altro permette di ridurre gli affollamenti, accrescere la riservatezza dei cittadini.
Riferendosi all'assistente di sala, Telesca ha quindi parlato di «un intervento che abbiamo fortemente voluto sia a Udine che a Pordenone e Trieste e che sta dando ottimi risultati, anche sul piano delle informazioni ai familiari dei pazienti».

I dati sugli accessi al Pronto soccorso di Udine danno la dimensione dell'impegno, assolutamente imponente, richiesto al personale. Circa 60 mila all'anno, suddivisi nelle diverse priorità cliniche: codice rosso per i casi più gravi, codice bianco per quelli meno urgenti, di persone che spesso si rivolgono alla struttura in maniera impropria e che, proprio per questo, spesso sono destinati a più lunghe attese.
Ed è proprio il tema dell'appropriatezza quello su sui sta insistendo la giunta regionale, come ha ribadito oggi Telesca, lavorando per offrire alternative all'ospedale, in termini di servizi sul territorio. «Come previsto dalla riforma sanitaria stiamo costruendo una risposta più organizzata dei medici di famiglia, che sempre più lavoreranno in gruppo, assicurando così una più prolungata apertura degli ambulatori, e stiamo sviluppando i centri di assistenza primaria, con equipe multiprofessionali e servizi di diagnostica di base. Siamo a tre quarti del percorso, il 2016 sarà l'anno in cui saranno introdotte queste novità».