22 novembre 2019
Aggiornato 06:30
Il commento dell'assessore Battaglia

Cyberbullismo, a Udine la testimonianza di Flavia

La giovane sarà il volto della campagna nazionale 2016 della Polizia di Stato contro la violenza in rete. Al via un progetto di sensibilizzazione della Provincia di Udine

UDINE - Un dolore profondo che le ha stravolto la vita. Ma anche grande coraggio e forza per combattere e denunciare le violenze subite via Facebook messe in atto da un gruppo di bulli, atti denigratori compiuti sulla rete che le hanno strappato sorriso e serenità.
Questa è la storia di Flavia, 17 anni di Ostia (Roma), vittima di cyberbullismo. Gli episodi risalgono a quando aveva 13 anni; lei stessa, mercoledì 16 dicembre, insieme alla madre Anna Rita, li ha raccontati ai ragazzi delle scuole superiori intervenuti all’auditorium Zanon per la presentazione dell’edizione 2015 del progetto ‘New Tribes’ a cura della Provincia di Udine finalizzato a sensibilizzare gli studenti sul cyberbullismo, la violenza commessa attraverso la rete, sulle ripercussioni e sulle sofferenze provate dalle vittime.

Per Flavia è stata la prima testimonianza pubblica della sua storia. Il suo volto diverrà l’immagine della campagna nazionale della Polizia di Stato per il 2016 contro la violenza in rete. A introdurre il racconto, il giornalista Luca Pagliari con cui Flavia si era messa in contatto qualche mese fa raccontandogli la sua storia.
All’origine di tutto, la creazione a insaputa di Flavia, di un suo falso profilo Facebook (atto che si configura come reato), con l’intento, da parte dei bulli, di denigrarla per la sua bravura negli studi, l’impegno nel volontariato ma soprattutto per la sua obesità.
L’hanno presa di mira per l’aspetto fisico, le hanno attribuito commenti nei confronti di altre persone che l’hanno messa in difficoltà, ma lei ha avuto il coraggio di denunciare questi fatti, di parlarne con la madre, con un’insegnante che l’ha aiutata e con la Polizia Postale di cui nel 2016 diverrà testimonial.

«Attraverso la storia di Flavia – ha spiegato l’assessore provinciale Elisa Battaglia – chiediamo ai ragazzi una profonda riflessione sulle conseguenze per le vittime della violenza commessa in rete attraverso un utilizzo improprio, a fini denigratori, di internet, dei social network, delle chat via cellulare. E quanto sia importante la responsabilità che hanno verso loro stessi e nei confronti dei loro coetanei e dei riflessi che eventuali atti di cyberbullismo possono determinare nella loro vita».
Il progetto è coordinato dalla Provincia di Udine insieme al Dipartimento delle Dipendenze dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria 4 «Friuli Centrale» e grazie al sostegno della Fondazione Crup.