Politica | La polemica politica

Fontanini attacca la Regione e pensa al Comune di Udine

Il presidente della Provincia di Udine non si è risparmiato durante conferenza di fine anno ospitata a palazzo Belgrado. La critica più forte è andata alla riforme delle Uti: «Di fronte all’arroganza della Regione non si può non essere polemici»

La conferenza stampa a palazzo Belgrado
La conferenza stampa a palazzo Belgrado ()

UDINE – Ha attaccato la Regione, ha diffuso l’elenco delle cose fatte e ha dato la disponibilità a candidarsi a sindaco di Udine. Sempre con l’obiettivo di difendere la Patria friulana dalla grinfie di Serracchiani. Il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, non si è risparmiato durante conferenza di fine anno ospitata a palazzo Belgrado.
«Se la Provincia di Udine chiude, se le forze reggono e la salute mi accompagna – ha dichiarato – sono disponibile a propormi per prendere in mano un altro ente che possa rappresentare il Friuli, e potrebbe essere anche il Comune di Udine. Per ora – ha aggiunto – mi occupo della Provincia di Udine e cerco di combattere la riforma regionale degli enti locali, ritenendola profondamente sbagliata».

Troppa incertezza attorno alla cancellazione delle province
Proprio dall’introduzione delle Uti è partito Fontanini, accompagnato nel corso della conferenza stampa dagli assessori Franco Mattiussi e Carlo Teghil.
«Dal primo luglio la Regione vorrebbe ‘spogliarci’ di tutta una serie di competenze, dall’edilizia scolastica alla viabilità – ha chiarito il presidente – ma visto che le Uti ancora non esistono, vorrei sapere chi si occuperà concretamente della gestione delle strade e degli edifici scolastici. Siamo molto preoccupati».
Il 2016 sarà l’anno decisivo per le province del Fvg, visto che la legge di stabilità regionale ha previsto uno stanziamento di 50 milioni di euro, 25 milioni dei quali fino alla fine di giugno: poi i trasferimenti dovranno essere ripensati, visto che la Regione ha in mente di togliere alle province tutta una serie di competenze.
Fontanini, parlando dell’incertezza che esiste attorno alle Uti, ha ricordato il ricorso dei 60 sindaci contro il progetto di riforma («la democrazia si fa con la partecipazione e il consenso, non le imposizioni», ha chiarito il presidente) oltre ai problemi legati al passaggio del personale tra province e Regione («rischiamo di avere una Regione con i dipendenti raddoppiati, gonfiando l'apparato e facendo crescere a dismisura i costi»). Senza contare il rischio che la cancellazione delle province possa far venir meno un interlocutore rodato per la gestione dei bandi comunitari (la Provincia di Udine è stata lead partner di 13 progetti europei).

I numeri di palazzo Belgrado
Nel 2015 la Provincia di Udine ha investito oltre 20 milioni di euro per garantire la percorribilità dei suoi 1.300 km di strade e per dare sicurezza ai 70 edifici scolastici. «Abbiamo fatto la nostra parte per il nostro territorio – ha detto ancora Fontanini – ma ora sono preoccupato, perché la Regione sta andando nella direzione sbagliata. Rischiamo di essere l’unica regione italiana senza province e senza enti di area vasta, e tutto perché Serracchiani vuole essere più brava del Parlamento italiano. Che risparmio ci può essere sostituendo 4 province con 18 mini-province? Si rischia di fare un pasticcio e di fronte all’arroganza della Regione non si può non essere polemici».