26 agosto 2019
Aggiornato 03:00
Organizzazione clandestina

Morto il generale Cismondi: aveva comandato Gladio Nordest

Era originario di Busca, in provincia di Cuneo, ma la sua carriera militare l’aveva trascorsa in Fvg, nella Brigata alpini Julia, comandando nelle caserme di Tarvisio, Ugovizza, Tolmezzo e Paluzza

UDINE – Era uno dei capi di Gladio Nordest, l’organizzazione segreta voluta nel dopoguerra dalla Nato per difendere i confini orientali in caso di un’invasione sovietica. Giuseppe Cismondi, classe 1929, è morto a Udine, dove viveva, mercoledì. Era originario di Busca, in provincia di Cuneo, ma la sua carriera militare l’aveva trascorsa in Fvg, nella Brigata alpini Julia, comandando nelle caserme di Tarvisio, Ugovizza, Tolmezzo e Paluzza.

Il generale Cismondi fu responsabile di Gladio Nordest dal 1973 al 1979. Un’organizzazione di tipo stay-behind (‘stare dietro’), tenuta nascosta fino al 1990, quando l’allora presidente del Consiglio italiano Giulio Andreotti, parlò per la prima volta della sua esistenza. Un’organizzazione fatta di persone a cui stava a cuore la sorte del Paese, pronte a diventare operative in caso di necessità, che periodicamente si addestravano in campi segreti.
Gladio non ha mancato di sollevare polemiche, e molti retroscena non sono ancora chiari al giorno d'oggi. Alcuni hanno legato l’organizzazione a porzioni eversive della società, terrorismo nero compreso. Molti dei suoi aderenti, però, probabilmente la gran parte, si sentivano solo patrioti pronti a difendere i confini dello Stato.

Uno di questi era Cismondi, che ha sempre rivendicato i buoni propositi di Gladio, chiedendo più volte pubblicamente di smetterla di accostare i ‘gladiatori’ a ogni italico misfatto e manifestando una certa amarezza per il modo con cui i vertici dello Stato avevano 'scaricato' i componenti dell'organizzazione paramilitare.
I suoi funerali saranno celebrati sabato alle 10.30 nella parrocchia del Bearzi.