21 luglio 2017
Aggiornato 12:30
L'affondo dell'ex Pd

Moretton attacca la giunta regionale sulle chiusure domenicali

«E’ singolare – scrive l'ex vicepresidente della Regione – che il governo regionale intenda affrontare la questione con una legge. Si lanciano inutili spot camuffati da una politica che dice di disegnare scenari»

Gianfranco Moretton (© )

UDINE – Limitare le aperture domenicali per legge? Impresa impossibile. Almeno stando alle parole di Gianfranco Moretton, ex vicepresidente della giunta Illy. «E’ singolare – scrive Moretton sulla sua pagina Facebook – come il governo regionale intenda affrontare la questione con una legge che imponga le chiusure festive dei centri commerciali. Altrettanto sbalorditivo è sentire dal vicepresidente regionale che l'iniziativa non è uno spot ma una riflessione ‘seria’ della problematica».

Moretton non limita l’attenzione solo al settore del commercio: «La domenica e i festivi non lavorano solo gli occupati nel settore del commercio, per cui se dovessimo decretare un riposo per tutti coloro che offrono servizi lavorando domeniche e festivi sarebbe preoccupante. In ogni caso – aggiunge – già due governi regionali (Illy e Tondo), di centro sinistra e di centro destra, avevano appurato l'impossibilità di procedere in tal senso stante le norme di liberalizzazione europea e nazionale che lo impediscono. Ma, al di là del merito giuridico della vicenda, è necessario valutare il servizio prestato ai cittadini avendo la possibilità di fare acquisti nelle festività».

Ecco la strada suggerita da Moretton: «Se proprio si vuole porre mano al ‘delicato’ problema, basterebbe che il governo regionale approvasse nuove regole gestionali che, d'intesa con i sindaci delle aree territoriali interessate, regolassero in maniera più precisa tali servizi con la condivisione degli esercenti. Basterebbe guardare alla vicina Carinzia dove gli esercizi commerciali rimangono aperti solo al mattino dei giorni festivi, domeniche comprese. Purtroppo, da noi, così non s'intende fare. Si lanciano inutili spot – conclude l’ex Pd – camuffati da una politica che dice di disegnare scenari, impegnandosi a realizzarli pur sapendo che non si può, ma pur di portare a casa qualche consenso elettorale si fa questo e altro. In più, la gente oramai, è più attenta e ha imparato a ragionare con la propria testa: le chiacchiere non bastano, checché ne dica Bolzonello».